GEAPRESS – Nuovo flop del Ministero della Salute la cui vecchia “Ordinanza Equidi” è stata recentemente sostituita con un nuovo provvedimento che poco o nulla modifica nel panorama dei palii italiani con uso di cavalli. I cavilli li salveranno ancora. Sonni tranquilli, dunque, per il Palio di Siena, la Giostra dell’Orso di Pistoia e la Giostra della Quintana di Foligno, sebbene, anche loro, quest’anno funestati da morti di cavalli. Sonni tranquilli anche per il Palio di Ronciglione, nonostante la polemica con il Ministero della Salute ed il Sottosegretario Martini in particolare, firmatario dell’Ordinanza (SCARICA QUI).

Il regime autotizzatorio della scorsa Ordinanza è rimasto, nei suoi effetti, sostanzialmente immutato. Poi ci sono le disposizioni vere e proprie che, a dire il vero, poco o nulla dispongono. Anzi peggio. Perchè dalla “nuova” Ordinanza è scomparso l’articolo che vietava l’uso degli aiuti (leggasi frustino) in modo improprio o eccessivo tale da provocare sofferenza all’animale. In compenso viene ripetuto che i fantini non devono essere ubriachi o drogati.

Nessuno riferimento alla tipologia del percorso. Nessun cenno, ad esempio, sull’opportunità di vietare curve quasi ad angolo retto, se non forse acuto, dove i cavalli arrivano a forte velocità e subendo dislivelli del terreno. Nessuna chiara e decisa disposizione sul fatto che il controllo antidoping ai cavalli, deve essere fatto subito dopo la fine della corsa e non giorni prima della stessa. Anzi ai comitati locali è lasciato, in sostanza, il compito di fornirsi di un regolamento. Vallo a bloccare, poi….

Inalterata, poi, la grave fondante impostazione dell’Ordinanza. Il Ministero che dovrebbe occuparsi della salute dell’uomo e degli animali, continua ad intervenire, ma solo per i palii, in funzione di tradizioni, usi e consuetudini locali. Una prerogativa, questa, più da Ministero dei Beni Culturali che non della Salute. E’ un pò come garantire il benessere dei malati ricoverati negli ospedali, in funzione del valore architettonico della struttura. Solo che in quest’ultimo caso se il tetto cade, ne risponde chi di responsabilità. Per i poveri cavalli, invece, nulla potrebbe avvenire grazie all’Ordinanza Ministeriale. Questo perchè la tutela delle tradizioni è prerogativa per l’esclusione dell’applicazione della legge sulla protezione degli animali. A dirlo è la stessa legge contro i maltrattamenti, ovvero la 189/04, che inutilmente l’Ordinanza richiama in suo supporto. La 189/04 ha infatti previsto un nuovo articolo che è andato ad integrare le disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale. Cosa prevede questo articolo? Semplice: i reati di maltrattamento, di uccisione, di combattimento tra animali e di spettacoli o manifestazioni vietati non si applicano alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.

Entrata in vigore la norma sul …. federalismo equino, le regioni si sono scatenate. Inutile, pertanto, che l’Ordinanza del Sottosegretario Martini continui ad elencare questi reati. E proprio il riconoscimento del valore delle tradizioni, ad indicare la via maestra per evitare il fastidio della loro stessa applicazione. La Toscana con il suo Palio di Siena e la Giostra di Pistoia, il Lazio con il Palio di Ronciglione, ed il Veneto con il suo Palio di Feltre, sono state le prime Regioni che si sono provviste di una legge sull’elenco storico di tali manifestazioni di “tradizione”. Del resto, pochi mesi addietro, il Ministreo della Salute Fazio aveva tranquillizato i contradaioli d’Italia, preoccupati del fatto che la ipotizzata nuova legge sui palii, avrebbe potuto vietare il frustino (ed altro). L’altra preoccupazione era sul fatto che la nuova ipotetica legge avrebbe ricalcato l’Ordinanza. Detto fatto. I cavilli ora sono tutelati. 

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