GEAPRESS – Sono iniziate lo scorso gennaio, nello stato del Tamil Nadu, le “corride” indiane. In realtà il toro non viene di regola ucciso e la “corrida” indiana (Jallikattu) è un antico quanto cruento gioco che si svolte sia nell’arena che in strada.

A nulla sono valse le proteste di PETA India che ha invitato le autorità di quel paese a bandire uno spettacolo che rappresenta una nota a demerito per l’intera India. Anzi la Corte di Madras ha rigettato il ricorso degli animalisti sulla presunta violazione alla legge indiana in materia.  Le “corride”, pertanto, si sono avviate fin dallo scorso mese.

A filmarle, però, ci ha pensato la stessa PETA.

Tori che di entrare nell’arena proprio non ne vogliono sapere. Per convincerli arrivano i pungoli metallici e finanche dolorosi morsi sulla coda. Nel filmato di PETA è possibile riconoscere, tra chi picchia i tori, quello che sembra essere un poliziotto.

Poi, una volta che l’animale è entrato nell’arena, due o più uomini cercano di afferrare l’animale terrorizzato per le corna. La corsa prosegue in strada, tra due ali di folla urlanti che infieriscono sul dorso dell’animale in fuga. Uno spettacolo crudele e che si conclude, spesso, come ha avuto modo di documentare PETA, con incidenti mortali per gli animali.

Alcuni gruppi di protezione animale europei hanno ora intenzione di lanciare una campagna di sensibilizzazione internazionale. Se da un lato tali feste si svolgono solo in uno degli Stati della confederazione indiana, è pur vero che il Governo centrale non parrebbe essere finora intervenuto.

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