corrida
GEAPRESS – I giornali spagnoli avevano già preannunciato il tutto lo scorso 5 ottobre (vedi articolo GeaPress).  La decisione, addirittura, doveva essere ufficialmente annunciata l’indomani, ma poi le cose, chissà perchè, sono andate per le lunghe.

E’ di oggi la conferma che la Corte Costituzionale spagnola ha senteziato che la Comunità Autonoma della Catalogna non avrebbe potuto vietare la corrida così come invece era stato deciso fin dal 2010 e attuato un anno dopo.

Dunque tutto annullato? Neanche per idea. Se da un lato gli animalisti del PACMA, il forte partito animalista spagnolo, annunciano azioni eclatanti per evitare il ripristino delle cruente esibizioni, in Catalogna non si risparmiano le prese di posizione del mondo politico. Il primo a farsi sentire è stato il Sindaco di Barcellona. Non abbiamo alcuna intezione di ripristinare le corride, avrebbe detto.

In realtà la sentenza della Corte Costituzionale rischia di inasprire il forte senso nazionale della Catalogna che storicamente si è sempre distinta dalle politiche dei Governi centrali. Scontro che appare ancora più evidente nel momento in cui è stato reso noto uno dei presupposti sui quali si sarebbe basata la decisione della Corte Costituzionale: la corrida è dichiarata un bene culturale  e nazionale dello Stato spagnolo. Della Spagna, appunto.