GEAPRESS – Ogni Santo ha la sua croce, portata a spalla da incolpevoli animali.
Per San Rocco (vedi articolo GeaPress) e Sant’Antonio Abate (vedi articolo GeaPress) si consumano i più atroci delitti. Ed anche i più diffusi sul territorio nazionale.

Ma cosa c’entri Sant’Anna con le Rane non è proprio dato saperlo! La Santa è la protrettrice delle donne in dolce attesa, delle partorienti, delle madri, perchè trasformarla in una brutta versione di una principessa alle prese col rospo?
Sebbene sia una “manifestazione” fondamentalmente primaverile,  in alcuni  Comuni italiani la corsa/palio/marcia delle rane è proprio dedicato a Lei;  infatti a Scardavera, frazione  di Ronco all’Adige (VR), la Corsa Delle Rane si terrà oggi, 26 luglio, Sant’Anna.

A Fermignano (PU) il “Palio Della Rana”, la corsa delle Rane in carriola, è stata  “ripristinata” (o inventata di sana pianta?) nel 1966 dalla Pro Loco.
Un percorso di 170 metri, quattro concorrenti per ognuna delle sette contrade, un “Magnifico Maestro di Campo”, il “Veterinario”, i “Giudici di Partenza”, i “Giudici d’Arrivo” e le Rane “rigorosamente” di allevamento. Perchè quelle di allevamento non soffrono?

A Scardavera la pista sarà d’acciaio, ma lo scenario è lo stesso: carriole di legno  caricate di Rane, che se saltano giù vanno rimesse su. Se poi finiscono schiacciate dalle ruote della carriola o dalla folla non importa.

A Usago di  Travesio (PN) la Marcia delle Rane è accompagnata dalla omonima Sagra; le Rane vive,  per un periodo  sostituite da palline da ping pong,  sono  tornate in auge. In ogni caso la maggior parte di loro  finiscono  impanate e fritte nei piatti   degli iscritti alla gara e dei partecipanti alla sagra. O padella, o brace,  non c’è scampo.

Le sagre della rana sono piuttosto diffuse in tutto il nord Italia, Veneto, Friuli, Lombardia, Toscana a milioni sono  impanate, fritte, amalgamate nel risotto (vedi articolo GeaPress).

Anche in Francia le cosce di Rana sono mangiate in tutte le salse, esiste una sagra, la Foire aux Grenoiulles, che si tiene a Vittel, dove in una settimana si consumano 7 tonnellate di cosce di Rana; i francesi ne importano 4mila tonnellate all’anno, da loro l’allevamento commerciale è vietato!

Oltre che in Italia ed in Francia, anche in Belgio ed in America i numeri sono da sterminio. Un miliardo di Rane  sono divorate  ogni anno. Il professor Corey Bradshaw del Dipartimento di Ecologia e Biologia evulozionistica dell’University of Adelaide (Australia) sostiene che stiamo (stanno) facendo alle Rane quello abbiamo (hanno) fatto al Merluzzo dell’Oceano Atlantico settentrionale: mangiarlo fino alla (sua) morte!

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