cavallo ippodromo
GEAPRESS – E’ di ieri la notizia dell’intervento della Polizia Stradale a Ladispoli (RM) che ha portato al sequestro amministrativo di 15 cavalli che da Varese erano diretti in Libia.

Si trattava di 15 purosangue inglesi di età compresa tra 3 e 5 anni.

Cinque cavalli, caricati su un camion con targa maltese guidato da un italiano, erano a quanto pare accompagnati da certificazione falsa.

Cosa andavano a fare i cavalli in Libia?

Secondo Horse Angels, l’associazione specializzata nella protezione dei cavalli, sarebbero in molti gli animali che dal nostro paese vengono inviati in Libia. Anzi, sempre secondo l’associazione, la Libia sarebbe diventata la destinazione abituale dei cavalli da galoppo allevati in Italia. In altri termini, quelli che partono sarebbero cavalli senza futuro agonistico.

Galoppini senza speranze che possono, però, essere utilizzati per qualche anno il Libia. Nel nostro paese, infatti, possono rendere fino a cinque anni, ma in Libia “godono” di uno scarto di altre tre stagioni. E poi? Di certo non vanno al prato, riferisce sempre Horse Angels.

Parole pesanti che si aggiungono alla considerazione di come, per i mediatori di cavalli, il lavoro più conveniente sarebbe proprio quello di “smaltire”. “C’è più lucro nella morte – commenta Horse Angels – che nella vita“.

Forse bisognerebbe riflettere sul fatto che un cavallo di anni da vivere, secondo natura, ne ha a disposzione  fino a trenta. Tempi, però, che  non sono compatibili con i rendimenti della  pista di sabbia.

Salvo che il sequestro amministrativo di Ladispoli non si risolverà in altra maniera (ovvero, chiarita la posizione, il ritorno in possesso del proprietario), i quindici animali verranno messi all’asta del miglior offerente.

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