GEAPRESS – Ancora l’inesorabile fato, questa volta durante le prove della Giostra della Quintana di mercoledì scorso. “Mai visto prima“, fanno dire i giornali locali a Domenico Metelli (a destra nella foto trgmedia) Presidente dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana di Foligno (PG). Anzi già si sa che i Carabinieri non avrebbero rilevato negligenze. A dirlo, ovviamente, non sono i Carabinieri e la stessa voce girò l’anno scorso quando altro cavallo morì (vedi articolo GeaPress).

Ma come ha colpito questa volta l’imponderabile fato? Nel percorso della Giostra si deve centrare un anello tenuto dall’odiato (nei tempi andati) saracino (a sinistra nella foto – Ente Giostra). Vi sono varie curve, tra cui quella cosìddetta de “la piscina” dove il cavaliere del rione Morlupo forse è arrivato troppo basso. Poi il balzo del cavallo ed il rumore dei tessuti lacerati. Il cavaliere blocca il cavallo, questo si accascia a terra e la bandierina di metallo si ritrova, dopo aver abbondantemente squarciato, tra pancia e coscia destra di Estrada, di anni sei, subito coperta da un telo di plastica. Le prime notizie pervenute dalla clinica veterinaria di Perugia, riferivano di gravi lacerazioni ad organi vitali. Il cavallo, in particolare, avrebbe avuto milza ed intestino tagliati. Il cavallo, ad ogni modo, è deceduto, forse abbattuto.

Secondo quando riferito in loco, Metelli, in quel momento era in una gara gastronomica di una taverna de La Mora, rione di Foligno. Qui è molto nota l’accedemia del porco. I soci del rione acquistano un maiale da un contadino della zona, per poi seguirne la crescita ed infine mangiarselo. Poi ci sono le iniziative promosse in occasione della festa dove Metelli sarebbe stato, quale Presidente dell’Ente Giostra, proprio in quei momenti. Metelli, sebbene subito accorso, non avrebbe visto l’incidente che però sarebbe stato da lui definito “incredibile“. Aggiunge qualcuno che le bandierine di metallo nel percorso ci stanno perchè devono costituire una difficoltà, tantè che il loro evenutale abbattimento, comporta una penalità. In questo caso, sulla difficoltà, si è abbattutto l’intero cavallo.

A Ronciglione (vedi articolo GeaPress) un tubulare metallico trafisse Tiffany ed a Foligno è stata una bandierina, sempre metallica. Più o meno le stesse cose dicono i reponsabili locali, ovvero che trattasi di fatalità. Anzi, a Ronciglione sono andati oltre, accennando a responsabilità del Ministero della Salute, fatto questo immediatamente stigmatizzato dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini.

Eppure Foligno non è corsa arrangiata. In loco lo sanno tutti che l’Ordinanza Martini, quella sulle protezione degli equidi (scarica qui – Ord Min Salute su manifestazioni con equidi), ma in difesa delle tradizioni, è perfettamente rispettata. Del resto l’Ordinanza Martini non dice poi granchè e l’imponderabile fato colpisce ancora. Difficilmente, inoltre, sarà richiamata la legge contro i maltrattamenti di animali. La legge 184/04 ha previsto, infatti, la possibilità di autoescludersi dalle manifestazioni storiche e culturali autorizzate. I reati di maltrattamento e uccisione, poi, si applicano solo nelle condotte dolose, occorre, cioè, la volontà di maltrattare o uccidere. A meno che i responsabili della corsa non potevano non sapere di un pericolo ed hanno corso lo stesso. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).