GEAPRESS – E’ accaduto a Warrnambool (Australia), durante una  corsa ad ostacoli. Il cavallo,  Banna Strand,  senza fantino, durante l’avvio della corsa ha saltato un muro alto due metri  (vedi primo video) atterrando su una cinquantina di spettatori che seguivano la gara. Il bilancio è di sette persone ferite, tra questi una bambina che ha riportato la frattura della clavicola.

Come di consueto accade ‘dopo’ gli incidenti, è stata promessa un’indagine sulle cause.

Le  proteste degli animalisti australiani, ci ricordano che le vere vittime delle corse ippiche sono i cavalli, i cartelli della manifestazione di protesta (vedi secondo video) sono eloquenti: 18mila cavalli uccisi ogni anno, dalle corse!
“18.000 Killed every years, Horse racing kills;  Animal cruelty is unaustralian; Jumps racine illegalised cruelty”.

A  novembre del 2009 il piccolo Stato australiano di  Victoria  annunciava che le corse a siepi e le corse ad ostacoli sarebbero state vietate fin dal 2010. La Società di corse  ippiche Racing Victoria dichiarava subito dopo,  che  nel 2011  si sarebbero  realizzati  programmi di riconversione per fantini, addestratori e cavalli (sic!) usciti dal circuito. La decisione era successiva alla  morte di oltre venti cavalli nei due anni precedenti e, soprattutto, alle proteste nazionali ed internazionali.

L’Associazione inglese Animal Aid registra gli eventi “fatali” capitati ai  cavalli purosangue negli ippodromi, durante gli allenamenti e nelle corse; Race Horse Death Watch non è che un lungo elenco di cavalli morti, oltre 400 ogni anno nella sola Inghilterra, di questi almeno 38 negli ippodromi; la maggior parte dei cavalli non è morta per la caduta, ma  ammazzata dopo, perché un cavallo infortunato e claudicante non è più appetibile per le corse.

Corse negli ippodromi, dressage, endurange, caccia alla volpe, palii, corse su asfalto, spettacoli nei circhi; esibizione, obbedienza, resistenza; ferratura; doma coercitiva o dolce; salti anche di due metri: ai cavalli vengono richieste dagli umani prestazioni che esulano dalla loro etologia. Per un cavallo è  innaturale portare sulla groppa un uomo, è innaturale farsi comandare, è innaturale vivere prigioniero in una stalla. E i danni che ricevono, per il capriccio ed il divertimento degli umani, sono solo il preludio della morte. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI PRIMO VIDEO:


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