GEAPRESS – Ingrato compito quello di fare politica in un Comune dove c’è qualcosa di popolare (forse tra i suoi cittadini) ma molto impopolare altrove. Si diceva che i Sindaci del palermitano, prima che il Prefetto vietasse per mafia i palii di cavalli, sperassero in gran segreto che la massima Autorità locale per l’ordine e la sicurezza, provvedesse di suo pugno a bloccare le corse. In quella maniera i cavalli ferrati con lega in alluminio (la stessa delle corse clandestine nella tangenziale di Palermo) non avrebbero corso su asfalto e sampietrini dei centri storici. Così, i Sindaci si sarebbero potuti più agevolmente difendere, dalle critiche dei focosi “cavaddari” (così si chiamano in loco) del palermitano. L’alluminio, essendo più morbido, si deforma in maniera tale da dare maggiore aderenza su asfalto e sampietrini. Nonostante tutto i preziosi cavalli delle corse clandestine della mafia, sul rettilineo della tangenziale, cadono, si azzoppano e muoiono, anche quando non piove. Figuriamoci nei palii paesani dalle brusche curve e dai percorsi in salita.

Altri luoghi ed altri problemi. A sentire la difesa che il Sindaco di Ronciglione ha esternato ieri nel corso della sovraffollata adunata indetta nell’aula consiliare, sembra però che lui, al suo Palio, gli voglia proprio bene. Poco importa se i Prefetti (non per questioni di mafia, ovviamente) sono stati esautorati ormai da anni dal bloccare le corse nelle strade paesane. Questo è avvenuto parecchio tempo addietro e pertanto, ancor di più, il Sindaco di Ronciglione, dott. Massimo Sangiorgi (nella foto, del Comune) alla sua tradizione tiene sinceramente parecchio.

Come riportato dal quotidiano online Tusciaweb, per lui tutte le certificazioni erano a posto. Questo anche se aveva ricorso al TAR contro il diniego alla corsa del Ministero della Salute, non ottenendo, però, l’abbattimento dell’ Ordinanza dello stesso Ministero che pur qualcosa doveva aver prescritto.

Sangiorgi, ciònonostante, dice che ha rispettato tutto anche (ma sembra quasi che voglia dire purtroppo) la sentenza del TAR. Questa avrebbe indicato come un potenziale pericolo il far correre i cavalli sotto la pioggia se il percorso (almeno la parte in salita) fosse stato ricoperto in sabbia (sic!). Ovvero, per chi ci crede, l’asfalto bagnato è più sicuro se si ottemperano altre disposizioni quali le ferrature in alluminio. Questo sulla base di un parere medico veterinario riferito alla Regione Lazio.

Ma il Ministero non aveva pure i suoi veterinari? Era proprio necessario inasprire così la questione? Di chi è allora la colpa? Anche qui il Sindaco ha la sua risposta. E’ successo l’imponderabile, avrebbe detto.

Certo che nel vedere quell’asfalto bagnato (vedi video e photogallery in articolo Geapress), … Insomma Sig. Sindaco un po’ di precauzione nel non fare quella corsa, quanto le sarebbe costata? Sono queste le volte dove si è obbligati ad una scelta politica forte. Dove, cioè, se occorre, bisogna uscire i .. pugni e batterli sul tavolo. Francamente che quel palio fosse stato determinato dal fato, non ci crede proprio nessuno.

Il Consiglio comunale si concludeva poi tra i cori delle scuderie al grido di “non mollare mai“. Frase tremenda, ancorché ne ricorda facilmente un’altra di storico significato. Il Palio, comunque, continuerà a corrersi.

Di questo non avevamo alcun dubbio. Si continuerà a correre anche nel caso in cui qualcheduno pagherà con una multa la morte della cavalla. Non solo in Italia non vi è ad oggi una disposizione che lo potrebbe vietare, ma per il Palio di Ronciglione è stato già annunciato un Progetto di Legge regionale che lo riconoscerà manifestazione storica e come tale lo certificherà esente (ammesso che già oggi rischi qualcosa) dall’applicazione della legge contro i maltrattamenti (sic!) degli animali.

Forse solo se l’Ordinanza del Sottosegretario Francesca Martini diventerà legge, si potrà sperare non che sia vietato ma almeno che venga disciplinato da fatti meno imponderabili. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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