GEAPRESS – Il 23 agosto a Bernalda (MT), il Vitello Fedele è costretto ad inginocchiarsi davanti al Santo, durante la festa dedicata a San Bernardino da Siena (leggi articolo GeaPress);  lo scorso anno ci sono state molte  proteste tanto che il Vitello ha evitato le bastonate e, logicamente, il cucciolo non si è inginocchiato (leggi articolo GeaPress): mica è Lui il cattolico!

Quest’anno “l’inginocchiamento” è scomparso da una parte del programma, quello suddiviso  per orario, ma resta nell’introduzione: “Il giorno più importante è ovviamente l’ultimo, il 23 di Agosto, detto anche Giorno della Tradizione. Oltre centomila persone affollano Corso Umberto in attesa della sfilata che vede impegnati sbandieratori, archibugieri, chiarine, figuranti, trombonieri, balestrieri, cavalieri, gruppi storici provenienti da ogni parte di Italia. All’uscita del Santo dalla Chiesa Madre avviene l’inginocchiamento del vitellino fedele, rievocando un’avvenimento storico realmente accaduto. Questo corteo, lungo circa 2 km, precede le bande musicali, le autorità dei comuni limitrofi e gemellati, e ovviamente la Carrozza che accompagna il Santo al Carro Trionfale.”  e, soprattuto resta l’asta “ore 21,00. Asta del vitellino fedele, offerto da Carni DOC di Mario Cirigliano, Bernalda“.

Una mossa maldestra per confondere animalisti sprovveduti, che sprovveduti non sono?

Penitenze, sacrifici e fioretti vanno lasciati a chi nella religione che li propone crede. Non sappiamo quale sia il “Credo” dei bovini e non possiamo nemmeno dire che tutti appartengano alla stessa corrente mistica.

Certo che il Dio o gli Dei, aiutati di sicuro  dall’incuria degli umani, coi bovini bernaldesi e metapontini non sono stati clementi; è di qualche mese fa l’ecatombe delle mucche e dei vitelli della zona: il dio pluvio ci ha messo la pioggia, gli umani la prigione insormontabile (leggi articolo GeaPress).

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