palio sottosopra
GEAPRESS –  Senza corteo storico, figuranti e sbandieratori, ma il Palio di Asti oggi ci sarà. A rendere nota la decisione, nonostante la morte di un cavallo occorsa ieri pomeriggio, è il Comune di Asti il quale riprende l’essenziale comunicato del Consiglio del Palio riunitosi ieri in seduta straordinaria poco dopo la sfortunata corsa.

Per il resto, un cavallo non c’è più. Vedendo i filmati della corsa (VEDI VIDEO), parrebbe che il povero animale sia partito prima che il canapo venisse abbassato. Una caduta tremenda, praticamente a piombo e direttamente sul collo. Il povero Mamuthones, questo il nome del cavallo, non  sembra però essere imbizzarrito, come invece riferito da alcuni organi di informazione.

Un altro cavallo, invece, sarebbe stato abbattuto nelle scorse ore a seguito di un indicente occorso nel Palio di Monselice in provincia di Padova. Pochi giorni prima, un terzo cavallo era stato soppresso a seguito di una caduta nel corso della Giostra delle Quintana, a Foligno. In questo caso, a dire il vero, non si era saputo niente, ma poi un comunicato di Italian Horse Protection, aveva denunciato l’abbattimento non reso pubblico fino a numerosi giorni dopo la corsa.

Ad Asti, però, c’era poco da non dire o vedere. La telecamera ha inquadrato senza possibilità di errore quanto successo. Poco chiaro, invece, a cosa possano servire le annunciate denunce sull’eventuale accertamento di responsabilità. Di certo non sulle ipotesi di maltrattamento, visto che è la stessa legge 189/04 che si autoesclude da ogni possibilità di applicazione. La norma, infatti, al comma 1. dell’art 3 prevede la sua inapplicabilità nei casi di uccisione, maltrattamento e competizioni nel caso di “manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente“. Un semplice atto di natura amministrativa che già da tempo è stato stilato dalla Regione Piemonte e che ha vinto i ricorsi al TAR contro precedenti competizioni autorizzate.

Un articolo, quello della legge che dovrebbe tutelare gli animali dai maltrattamenti, voluto per mantenere queste competizioni ed il cui concetto di tutela è stato poi ripreso dalla stessa Ordinanza “equidi” del Ministero della Salute. Dunque, un catenaccio perfetto che preclude finanche la previsione stessa di applicazione della legge sui maltrattamenti.

Ieri, comunque, gli animalisti c’erano. Erano confinati all’angolo tra via Dante e via Cesare Battisti, come gli altri anni. Il palio, invece, si correva ad un centinaio di metri circa. “Abbiamo sentito le urla e poi due ragazze arrivare dal pubblico in lacrime – riferisce a GeaPress Elisabetta Cattaneo, volontaria animalista – Si sono unite a noi, ci hanno detto che non sarebbero più andate al Palio, ma purtroppo lo stesso non posso dire di altre persone che erano presenti. Ho sentito che oggi il Palio si correrà – riferisce la volontaria – Mi sembra una cosa assurda, dopo tutto quello che è successo”.

Il cavallo inciampato sul canapo ancora teso, sembra essere caduto con tutto il suo peso direttamente sul collo. Qualcuno ha tentato di tirarlo per la coda. Attimi tremendi, con le zampe che si muovevano negli spasmi della morte. Poi è finito tutto, eccetto il Palio contro il quale una legge molto pubblicizzata per tutelare gli animali, si è fin dal primo momento autoesclusa.

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