GEAPRESS – Chissà se dobbiamo attendere un’altra (inutile) Ordinanza ministeriale. Forse no, dal momento in cui quella equidi è servita a riconoscere il valore tradizionale delle corse di cavalli e purtroppo agevolarle nella considerazione dell’esenzione applicativa della legge contro i maltrattamenti di animali.

Ad Ascoli Piceno corrono i maiali. Avete capito bene. Sistemati in sorte di batterie rappresentano l’apice di “Ascoli Maial Fest”, risposta made in Italy contro i maiali alla diossina tedeschi (sic!).

Ovviamente ad Ascoli, come nella stragrande maggioranza d’Italia, il maiale è finalizzato ad un piatto da servire. La gara del tiro con l’arco sul maiale, a differenza della corsa, è però solo su delle sagome.

Ovviamente ad Ascoli ci sono alti patrocini e sponsor. Comune, salumifici, Provincia e prosciuttifici. Vi è poi la rinomata “gara della salsiccia”, riservata, titolano i giornali locali, alle signore (!?). Ovviamente, come in ogni buona famiglia, prima il dovere e poi il piacere, ed ecco che la gara di maiali è anticipata da visite didattiche nei luoghi di sponsorizzazione. Vi saranno, infatti, le lezioni su come si fa il maiale, il prosciutto e tante altre forme di conservazione delle tradizioni.

Finita la parte ludico-culturale, seguirà la meritata ricompensa a cotanto impegno. Mica per il maiale. Quello è già bello e pronto. Per l’occasione in una ventina di ristoranti sarà servito (ovviamente non come cliente), mentre addirittura un tour valido per un mese condurrà al ristorarsi con il “maiale in tavola”. Come dire, per un mese, la scanna dei maiali la farà (dietro le quinte) da padrona.

E poi ci lamentiamo che in alcune parti del mondo si mangiano i cani. Perché dovremmo stupirci? Il maiale, se non fosse per le condizioni in cui lo tiene l’uomo, è un animale molto pulito. Si affeziona all’uomo (tanto che c’è chi vi ha lucrato facendone subito varietà da appartamento), si lascia condurre al guinzaglio ed è anche un animale molto sensibile. Quando arriva alla camera dello stordimento, nei macelli ufficiali, o nei pressi del coltellaccio, per quelli casalinghi, capisce tutto e punta i piedi. Lui di finire insaccato, si dice in giro …, non ne vuole proprio sapere. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).