GEAPRESS – Notoriamente nel mondo del circo italiano sono due le insegne che più di ogni altre lo identificano. Orfei e Togni. Ovvero, Moira Orfei e Livio Togni. Pur accomunati dallo stesso uso degli animali, Togni ed Orfei sono stati sempre descritti, nei loro litigi, un po’ come le scaramucce che hanno contraddistinto la carriera di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Tutto sommato una maniera farsesca, nel senso teatrale del termine, adeguata al linguaggio favolistico con il quale si tenta di presentare un rapporto di amicizia impossibile tra uomo ed altri animali, a prescindere se il primo è padrone ed il secondo in prigione.

La realtà, invece, è molto più dura. Da un lato Moira Orfei e l’Ente Nazionali Circhi presieduto dal pluridecennale presidente Egidio Palmiri, più il circo Medrano, l’Americano, l’Embell Riva ed altri ancora. Dall’altro lato insegne circensi piccole e grandi escluse dalla circuitazione dell’ENC. A questo pervengono buona parte delle contribuzioni statali elargite dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali secondo una incredibile “funzione sociale” riconosciuta ai circhi da una legge vecchia di oltre 40 anni. Posti di comando, con alcune esperienze notoriamente vicine al circo di Moira Orfei che ora siedono addirittura nella Commissione Ministeriale incaricata di stabilire la cifra dei contributi. Mille polemiche sui criteri di distribuzione. Finanche pubblici attacchi da parte di un altro circo Togni sulla percentuale un po’ troppo esosa trattenuta per le attività dell’Ente.

Dopo le ultime esternazioni di Livio Togni, candidatosi alla direzione dell’Ente Nazionale Circhi (l’assemblea è prevista per il prossimo febbraio), giudicate “lesive” per la categoria, il Grand’Ufficiale Egidio Palmiri, l’anziano pluridecennale Presidente dell’Ente, prende carta e penna ed invia la raccomandata con la quale viene comunicata l’espulsione dell’ex Senatore della Repubblica Livio Togni dalla più grande e storica categoria di circensi italiana. Questo ha annunciato ricorso ma, intanto, non è più dell’Ente Nazionale Circhi e, se così rimarrà, non si potrà candidare.

In effetti negli ultimi tempi Livio Togni aveva espresso critiche sia nei confronti del mondo animalista accusato, tra l’altro, di promuovere leggi per arricchirsi, che dello stesso mondo circense additato di poca democraticità. In effetti una modifica dello statuto dell’Ente che prevede l’ineleggibilità del Presidente dopo “appena” sei anni (!) qualcosa vorrà dire. Peccato che tutti sono a favore degli animali tenuti nella cattività circense.

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