GEAPRESS – Il Magistrato ha deciso. Simba (nelle foto appena arrivate da Monte Adone), il piccolo leone sequestrato lo scorso luglio a Palmanova (UD) (vedi articolo GeaPress), non andrà a fare il pupazzo dei fotografi del circo. Il magistrato, dopo averlo in via di urgenza affidato al Centro Recupero Fauna in difficoltà di Gorizia (vedi articolo GeaPress) dove è stato amorevolmente accudito, ha dato ora l’ok per il trasferimento presso il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone (BO) che già ospita molti animali, tra cui grandi felini, affidati dallo Stato perché sottoposti a misure di tutela. Una struttura idonea anche ad avviso dello stesso Corpo Forestale, il quale si è complimentato per il tipo di custodia destinato agli animali e per il personale altamente specializzato.

Simba – spiega a GeaPress Mirka Negrini del Centro di Monte Adone – avrà per ora un sistemazione molto particolare. I primi tempi il leoncino vivrà in una struttura transitoria, costituita da uno spazio esterno ed uno interno dove possiamo controllarlo praticamente nell’arco delle 24 ore”.

Gli operatori del Centro, infatti, non lasciano mai la struttura. Vivono infatti in una graziosa casetta circondata da tanti animali tutti con una storia molto triste alle spalle.

Simba verrà osservato – ha aggiunto Mirka Negrini – finchè non saremo sicuri che si sarà ambientato e potremo così, sebbene con molta attenzione e gradualità, provare ad inserirlo nelle ampie aree che abbiamo costruito per i leoni che già da tempo vivono nel centro. Il leone è un animale sociale e deve poter interagire con i suoi simili. A noi tutti ha fatto molta tenerezza vederlo con il giochino e la copertina che aveva scelto come passatempo preferito a Gorizia. Crescerà alla svelta ed arriverà il momento che mollerà i suoi giochi che intanto, ovviamente gli abbiamo lasciato. Per sapere dell’inserimento con gli altri leoni dovremo attendere. Ancora è troppo presto”.

Di Simba, intanto, si è accorta una grossa cagnolona che vive nel centro di Monte Adone. Nel passato ha allattato dei cuccioli di cane trovatelli ma da quando è arrivato lui, si è installata fin dove è concesso arrivare nei pressi della zona di accoglienza transitoria. Sta li e piange. “Ma Simba è un leone, è nostro dovere rispettarne la natura – spiega Mirka Negrini –. Poi si vedrà. Intanto ha bisogno di molta tranquillità ed il suo carattere ci sta già aiutando. Sarà lunga, ma per questo ci farà ancora più piacere vederlo assieme ai suoi simili.”

La storia di Simba anche se a lieto fine, è solo una delle tante vicende che vede sempre più spesso coinvolto il personale del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato. Sono loro gli specialisti nel contrasto del traffico illegale di specie protette e nel recupero di animali considerati pericolosi per la salute e la pubblica incolumità.

Il leoncino Simba, informa la Forestale, è il settimo che nell’arco di un anno viene introdotto in Italia da trafficanti dell’est europeo per essere utilizzato in servizi fotografici e venduto illecitamente a circhi e mostre viaggianti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).