GEAPRESS – Se lo sentisse Moira Orfei, chiussà che urla. Tempo addietro ebbe a dichiarare a La Stampa di Torino che gli scimpanzè dei circhi sono morti di nostalgia (sic!) una volta posti sotto sequestro. Se avesse letto i giornali americani di questi giorni, apriti cielo. Ne sarebbero derivati i soliti strali contro gli animalisti. In Italia i rappresentanti legali dei circhi, per gli scimpanzè ed altro ancora, furono condannati a quattro lire da pagare. Gli scimpanzè, però, sono ancora vivi e niente affatto nostalgici.

Un collega americano della Signora Orfei, la cui dinastia è sotto il tendone addirittura dal 1884, è stato condannato a quattro anni di libertà vigilata e 150.000 dollari di multa. Il suo Cole Brothers Circus aveva tentato di vendere senza la necessaria autorizzazione due elefanti indiani ad un impresario che li avrebbe utilizzati per feste, pubblicità ed altre amenità tutto sommato non dissimili dal suonare la tromba o sedersi su uno sgabello. John Pugh, il cui nome svetta nei manifesti del circo, ed un suo addetto si ricorderanno lungamente della severa legge americana che in tal maniera punisce addirittura uno scambio di animali interno agli USA (se, invece, importati illegalmente dall’estero vi sono numerosi anni di carcere).

Neanche la soddisfazione, fallito l’affare, di vedersi restituire gli elefanti. Tina e Jewel, questi i nomi delle due elefantesse indiane, sono state confiscate e trasferite prima in un recinto dello zoo di San Diego (foto) ed ora in una nuova area di 24.000 metri quadrati. Uno spazio enorme specie se paragonato ai quadratini che gli riservava il circo.

Anche l’Italia annovera due elefanti sequestrati ad una insegna circense abruzzese tutt’ora esistente. Vi sono poi decine di tigri e numerosi scimpanzè. Molti di più, invece, furono oggetto dei decreti penali di condanna per maltrattamento di animali. In questo caso, però, gli animali sono ancora lì.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).