GEAPRESS – Sono spariti tutti. Di loro non vi è più nessuna traccia. I gatti del campo rom di via Alessandro Marchetti (vedi articolo GeaPress) a Roma, ridotto ormai ad un terreno pieno di cocci di vetro. I volontari sono andati alla ricerca dei gatti che si erano rifugiati tra le macerie, ma ora le macerie non ci sono più. Ieri le ruspe hanno finito il lavoro e le hanno portato via, chissà dove. Solo loro, speriamo, visto che nei precendti sgomberi i gatti sotto le macerie ci sono morti. Schiacciati dalle ruspe o bruciati dagli incendi. (vedi articolo GeaPress).

Ieri, in via Marchetti, si è visto solo un gatto. “Posso solo sperare – dice a GeaPress Valentina Malatesta, la volontaria che si era prodigata per loro – che siano stati accolti in qualche casa lì vicino“.

Nel campo, appena due giorni addietro, erano stati invece trovate le cucciolate, loro non potevano scappare. I micini dovrebbero essere stati accolti in un rifugio. Le volontarie si erano opposte, infatti, al trasferimento presso il canile della Muratella. C’era finito, però, un cane anestetizzato e dovevano andare pure i gatti ma poi, grazie all’interessamento dei Vigili Urbani, le cucciolate sarebbero dovute andare al rifugio.

O almeno così spero – aggiunge Valentina – sicuramente andrò a controllare, ma quanto successo qui ha dell’incredibile. All’Ufficio Diritti Animali, da me contattati, sono stati molto gentili, ma possibile che nessuno li avesse informati dello sgombero?”.

Una situazione ricorrente negli ormai numerosi sgomberi voluti dal Comune. Ruspe, camion e nessuno che continua a voler pensare come nei campi non vivono solo le persone ma anche gli animali.

Nessuno pagherà per i gatti finiti bruciati nel campo di via della Martora, come quelli schiacciati a Casal Bruciato. Ora i gatti scomparsi di via Marchetti, mentre altri campi sarebbero sul procinto di essere sgomberati.

GeaPress nel suo speciale “CAMPAGNA ROMANA” ha predisposto un apposito invio di mail, indirizzato alle autorità competenti del Comune di Roma. Tali interventi non possono continuare ad essere eseguiti con tanto disprezzo, sicuramente per la vita degli animali che vivevano nei campi rom. Una situazione indecente e che rischia di fare nuove vittime. FIRMA L’APPELLO DI GEAPRESS.  

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