cacciatore
GEAPRESS – Rischia di finire nel grottesco la vicenda del leone Cecil, ucciso, come ormai noto in tutto il mondo, da un dentista statunitese. Dopo il fratello Jericho (fratello di Cecil) dato per morto e poi resuscitato (si è detto anche dell’adozione da parte del secondo leone dei cuccioli del primo, con evidenti grossolani errori sull’etologia della specie) è ora la volta dello Zimbabwe che avrebbe vietato la caccia nel paese.

In realtà le cose non stanno così e lo Zimbabwe, che pratica in maniera massiccia la caccia grossa (fino a 500 elefanti legalmente abbattutti all’anno) si è limitato a decisioni ben distanti dal divieto di caccia così come invece riferito da alcuni telegiornali nazionali.

Essendo stato il leone Cecil attirato fuori dall’area del Parco Nazionale per essere ucciso, lo Zimbabwe (così come riportato  dall’Autorità dei Parchi Nazionali) si è limitato ad interdire la caccia ai soli leoni, leopardi ed elefanti nelle aree esterne al Parco Hwange. Gli stessi animali, però, potranno essere uccisi se l’attività del cacciatore è fornita dell’autorizzazione scritta del Direttore dello Zimbabwe Parks and Wildlife Management Authority. Il cacciatore dovrà inoltre essere accompagnato da personale dello stesso Dipartimento. Sospesa anche la caccia con l’arco (come quella del dentista americano) salvo se in possesso della autorizzazione scritta del solito Direttore.

I titolari delle aree di caccia non potranno inoltre trasferire le quote concesse,  da una zona autorizzata all’altra.

Lo Zimbabwe rimane tutt’ora un paradiso per i fucili di caccia grossa, italiani compresi, che potranno continuare ad ususfruire di comodi viaggi con partenza direttamente dal nostro paese.

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