GEAPRESS – Non siamo né in un bassofondo di Shanghai, né tanto meno in un sobborgo di Seul. Rimaniamo in occidente, anzi l’occidente per antonomasia. In Arizona, infatti, nella città di Mesa, un ristorante dal nome italiano “Il Vinaio” ha iniziato a servire, con contorno di patatine e pannocchia in salsa piccante, niente meno che hamburger di leone (nella foto il menù).

Il ristorante del Sig. Seloge, infatti, in onore alla World Cup ha messo a disposizione degli eccitati clienti il nuovo tipo di carne trita. Il tutto, contorno compreso, per 21 dollari. Forse, al cliente, se qualcuno non glielo avesse detto non se ne sarebbe neanche accorto (tanto sempre carne è) ma questa volta la novità del ristorante americano “con influenze italiane e greche” era in effetti il trito di leone alla piastra, allevato allo scopo in Illinois. Un’azienda autorizzata dal Ministero dell’Agricoltura statunitense, ha iniziato infatti ad allevare leoni da macello. In Sud Africa, ha dichiarato il proprietario, i leoni si mangiano perché non farlo anche noi?

GeaPress, nei giorni scorsi, aveva pubblicato una intervista a Chris Mercer, storico attivista sudafricano che si batte contro la cosiddetta caccia in scatola (canned hunt) ai leoni allevati per essere sparati da cacciatori occidentali (italiani compresi) nelle aziende di fauna selvatica. Mercer, giustamente, non aveva notato nessuna differenza tra l’orrenda fine dei leoni sudafricani e quella di cinghiali, quaglie e lepri nostrane allevate per essere sparate dai cacciatori. Addirittura nei giorni scorsi una di questa gare ha avuto il patrocinio della Regione Lazio.

In Sudafrica le fattorie dei leoni, sono in mano ai boeri, ossia la componente di bianchi sudafricani di origine tedesca, belga ed olandese. In Arizona un ristorante dal nome italiano (nella foto) serve ora un hamburger di leone allevato in Illinois per essere macellato, tritato e venduto in salsa piccante. E pensare che in Corea si mangiano i cani …  .

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