GEAPRESS – L’udienza di merito, comunicano LAC, Associazione Vittime della Caccia e Animal Liberation, è fissata per il 23 ottobre dell’anno prossimo. Potranno così stare tranquille, grazie al ricorso delle tre Associazioni, le volpi della Provincia di Reggio Emilia che, dal 2003, mette in campo piani di contenimento senza volere sperimentare metodi alternativi all’uccisione. Proprio quest’ultimo punto è stato al centro dell’Ordinanza di Sospensiva del TAR dell’Emilia Romagna, sezione di Parma, che ha sospeso il piano della Provincia di Reggio Emilia, condannata a pagare le spese legali.

Il 7 novembre scorso, infatti, la Camera di Consiglio ha accolto le argomentazioni presentate dall’avv. Massimo Rizzato, difensore delle associazioni. Il nuovo piano di contenimento, ora bloccato dal TAR, era stato approvato lo scorso luglio.

E’ proprio la mancata applicazione dei metodi ecologici previsti in via prioritaria dalla legge 157/92, ad avere dato corpo all’Ordinanza di Sospensiva. Nella disposizione del TAR, riferiscono le tre Associazioni, è possibile leggere come neanche l’ISPRA (l’organo incaricato dallo Stato per redigere pareri tecnici) ha contribuito a fornire indicazioni sulla possibilità di contenimento della “specie volpe”.

I piani di controllo della Provincia di Reggio Emilia, sottolineano LAC, Vittime della Caccia e Animal Liberation, vanno avanti dal 2003 senza mai neppure sperimentare altri mezzi di contenimento.

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