GEAPRESS – Per l’esattezza quarantasette giorni. Questo il tempo passato da quando si è avuta notizia di un cittadino inglese, da anni residente in Italia, che aveva fotografato e denunciato due cacciatori che avrebbero sparato vicino casa sua. Nei giornali apparve la fotografia del misfatto. A dire il vero non era molto significativa, rendendosi visibile solo una mano ed un giubbotto grigio con il quale uno dei due cacciatori si copriva totalmente il volto.

Ora la nuova versione. Ovviamente quella del querelato, il quale, rivoltosi ad un noto Avvocato di Vittorio Veneto (TV) ha sporto denuncia perché il cittadino inglese avrebbe offeso la sua onorabilità. Riconosciuto ed umiliato, e se i fatti sono andati diversamente (il cacciatore afferma di avere sparato a centinaia di metri dalla casa) giuridicamente ha ragione. Pur non condividendo la sua “passione”, se il cacciatore si è sentito offeso ed addirittura vittima dell’aggressione del cittadino inglese ospite in Italia, non può essere recriminato.

C’è da ritenere, però, che le fotografie ora oggetto di lesa onorabilità siano quelle presentate ai Carabinieri. Sulla stampa, infatti, andò di scena il … giubbotto.

Gli inquirenti, e poi il Giudice, faranno sicuramente bene il loro lavoro anche se vi è da aggiungere, per dovere di cronaca, un’altra possibilità che induce a sporgere querela. Se non presentata a caldo, ovvero quando il torto che si crede di aver subito brucia, oppure come nel caso addotto dal cacciatore in questione, vi è anche una terza possibilità. Se le cose si mettono male, una controquerela, specie se il primo querelante pecca in testimoni, può costituire una maniera per tentare di bloccare il tutto e raggiungere un accordo tra Avvocati. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).