incidente caccia
GEAPRESS – Verrà pubblicato il tre febbraio prossimo il Dossier dell’Associazione Vittime della caccia, sul resoconto di morti e feriti della stagione venatoria appena conclusa. L’Associazione, però, anticipa ora alcuni dati che attesterebbero la conta a 105 tra morti e feriti, tra i cacciatori, per armi da caccia nell’arco di nemmeno cinque mesi. Undici morti e 28 feriti, invece, tra i civili.

Secondo l’associazione i fucilati durante le battute, ovvero in ambito venatorio, sarebbero ben 82 nei “soli” 60 giorni effettivi di questo calendario venatorio. Nello stesso periodo un morto e 19 feriti tra i civili.

Ventitrè, invece, le persone vittime  delle  armi da caccia dei cacciatori,  anche al di fuori delle battute (ambito extravenatorio). Tra questi, dieci  morti e nove feriti tra la gente comune.

L’Associazione Vittime della caccia, contestanto il 40% in meno degli incidenti che sarebbe stato diffuso in ambiente venatorio, rileva l’allarme suscitato dai dati ora diffusi.

La gente comune, le persone disarmate, ovvero coloro che si ritrovano lungo il tiro incrociato delle doppiette  – nonostante spesso siano a casa propria o in un luogo pubblicostanno alzando la testa ogni anno di più e vogliono garanzia di sicurezza“, dichiara Maurizio Giulianelli, portavoce dell’Associazione Vittime della caccia, e aggiunge: “invece i dati monitorati dalla nostra associazione sulla base delle osservazioni sistematiche e rigorose confermano l’alto prezzo di vite umane che la caccia ha fatto pagare ancora in questa stagione 2013-2014“. Questo anche per coloro che con la caccia non hanno nulla a che fare.

Anche la stagione conclusa non ha risparmiato proprio nessuno: oltre ai milioni di animali selvatici massacrati, dice sempre l’Associazione vittime della caccia, i “tanti tantissimi animali d’affezione impallinati nei propri giardini“. Vittime che mancherebbero nella conta fornita dalla parte avversa.

Questo quanto anticipato per questa stagione venatoria, cercando di riportare l’attenzione soprattutto sulle vittime della caccia civili:

SETTEMBRE: il mese a più alto rischio per la gente comune (dicembre per i cacciatori) in ambito venatorio, mentre in ambito extravenatorio (al di fuori delle battute) ottobre e dicembre i mesi con più vittime civili.  In  aumento  il numero di vittime civili di questa e della scorsa stagione venatoria, rispetto alle precedenti. Così confermerebbero anche  quelle che vengono definite le crescenti richieste di aiuto che pervengono all’Associazione Vittime della caccia e dalle denunce mediatiche sempre più numerose.

I DATI DEL’ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA: Vittime per armi da caccia e cacciatori stagione venatoria 2013-2014 (1 settembre/30 gennaio):

AMBITO VENATORIO (vittime nelle battute di caccia)
CIVILI 19 Feriti + 1 Morti – CACCIATORI 50 Feriti + 12 Morti
tot 69 Feriti + 13 Morti = 82 Vittime

AMBITO EXTRAVENATORIO (vittime per armi da caccia-cacciatori in ambiente domestico, sociale, collettivo, familiare, ecc)
CIVILI 9 Feriti + 10 Morti – CACCIATORI 2 Feriti + 2 Morti

tot 11 Feriti + 12 Morti = 23 Vittime

MORTI E FERITI PER ARMI DA CACCIA E CACCIATORI nei DUE AMBITI
CIVILI 28 Feriti + 11 Morti – CACCIATORI 52 Feriti + 14 Morti
80 Feriti + 25 Morti = 105 Vittime Totali

Chi provoca incidenti di caccia? Dalla stagione venatoria 2010-2011 a questa appena conclusa, si sono raccolti i dati sull’età dei cacciatori responsabili di incidenti o di atti di violenza con le armi da caccia. Con la somma di questi dati corrispondenti a quattro stagioni venatorie, emerge che le fasce di età più tendenti a provocare danni a persone partono da quelle intermedie, 51 anni in poi, con un picco massimo nella decade 61/70 anni. Analizzando invece anno per anno, nella precedente stagione venatoria (2012-2013) è emerso un insolito picco di incidenti o atti di violenza con armi per mano di giovani neopatentati appartenenti alla fascia dei 18-30 anni. Fenomeno questo che in questa stagione appena conclusa, risulta rientrato, spostando appunto, i casi critici analizzati dalla media età in poi, con un picco fino ai 70 anni, e un discreto numero di casi anche nelle più venerande età a conferma dello stesso dato precedente. Questo è quanto risulta analizzando “solo” i casi con vittime per armi da caccia, morti e feriti.

Non solo morti e feriti. Balza in avanti l’età di coloro che, essendo ancora legittimati dalla legge a detenere ed usare fucili ad uso caccia ne abusavano e si rendevano responsabili di minacce e violenze di vario tipo nei contesti quotidiani, quali dinamiche con familiari, mogli, ex, figli, vicini, confinanti, passanti. Questa raccolta di rassegne stampa è titolata Storie di “Ordinaria Follia” e ricorda come irrisolto il problema dei troppi ultrasettantenni che legittimamente detengono ancora armi ma che parrebbero aver presentano  disagi psichici.

La preoccupante fotografia “DEI DANNI PRODOTTI DALLA CACCIA IN ITALIA” che è apparsa con la chiusura di questa stagione venatoria e la definitva raccolta dei dati è sinteticamente riassunta nel  documento “Frequenza degli accadimenti intercettati”, ovvero una significativa somma cronologica dei misfatti ad opera di cacciatori, ma che esclude tutti i casi di abusi, illeciti e crimini ambientali e faunistici che sono trattati in sezioni apposite molto dettagliate.

Dunque, dal 3 febbraio, il DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA 2013-2014 verrà pubblicato completo sul sito dell’Associazione Vittime della caccia con tutti i dati analitici e sintetici, le rassegne stampa da cui scaturiscono, grafici e tabelle per fotografare realisticamente il fenomeno caccia in Italia e il disagio sociale che ne consegue, stridente denuncia in un Paese che si definisce civile.

Recenti dati forniti dal mondo venatorio avevano riportato a 15 i morti dovuti all’attività venatoria, mentre è stata criticata la suddivisione tra “ambito venatorio” ed “ambito extravenatorio” fornita dall’Associazione Vittime della caccia. “Il nesso tra le due è l’arma – hanno riferito parte dei cacciatori –  ma il presupposto per cui il numero complessivo rientra nella pericolosità dell’attività venatoria sfugge totalmente“.
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