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GEAPRESS – Intervento del Coordinamento Protezionista Vicentino sul piombo sparato dai fucili da caccia in provincia di Vicenza. Dati incredibili e che potrebbero rendere inutile lo stesso divieto di utilizzo del piombo per le munizioni da caccia, così come previsto dalla conferenza di Quito.

Se prendiamo ad esempio il caso della provincia di Vicenza – riporta la nota del Coordinamento – dove la pressione venatoria ha pochi eguali in Italia, dai primi anni 60 ad oggi, i suoi ventimila cacciatori, hanno sparato in ambiente la cifra iperbolica di quattordicimila tonnellate di piombo! Per fare un paragone, l’equivalente di 810 autobetoniere a quattro assi o circa 18.000 automobili utilitarie”.

Una massa enorme, sempre ad avviso del CPV, di questo pericolosissimo metallo è stato disseminato nei boschi e nelle zone coltivate, in particolare concentrato per oltre il sessanta per cento nella fascia pedemontana dove si registra la grande autostrada per la migrazione dei passeriformi. Nella vallata dell’Agno e nelle Piccole Dolomiti, poi, si concentra la più intensa attività venatoria, sarebbero stati “seminati” mediamente 126 chilogrammi per ettaro di piombo nel territorio agro-silvo-pastorale, vale a dire 12,50 grammi per metro quadro.

Per effetto delle densità del terreno di questi luoghi e delle radici, il piombo non si disperde in profondità ma tenderebbe a stazionare nei primi uno/due centimetri di suolo, creando una concentrazione di 436 mg/kg; tenendo presente che la concentrazione massima di questo metallo stabilito dal D.L. n° 152 del 3 aprile 2006 fissa in 100 milligrammi per ogni chilogrammo di terreno, si evince che i valori oggi potrebbero essere superati di ben quattro volte il limite massimo.

Questi dati sarebbero peraltro avallati anche dalle analisi sperimentali di laboratorio effettuate nel 2011 dal C.P.V. su campioni di terreno prelevati in provincia di Vicenza, zona “Ca’ Vecia” di Carrè e “ai Rondini”di Nogarole. A contatto con l’acidità del terreno il piombo comincia il suo lento processo inquinando acqua coltivazioni, piante funghi erbe e animali che si cibano di queste, entrando direttamente nella catena alimentare umana anche tramite il consumo dei derivati, quali, miele latte e uova.

La pericolosità di questo metallo pesante non è in discussione – aggiunge il Coordinamento Protezionista Vicentino – proprio perché è tossico ne è stato bandito l’uso in idraulica, nei giocattoli, vernici, carburanti ecc. però solo in questi ultimi anni sono stati avviati studi che hanno dimostrato l’estrema pericolosità che porta la dispersione del piombo in ambiente.
I dati diramati dai più importanti studi scientifici Americani, supportati anche dall’ISPRA, non ammettono dubbi specie sul consumo di selvaggina abbattuta”.

In particolare i ricercatori hanno chiarito come la cottura ad alte temperature il piombo rilascia sostanze tossiche; inoltre, una parte del metallo sparato si frantuma una volta colpiti gli animali. Queste piccole particelle se ingerite, tendono a stazionare nell’organismo umano. La rivista medica Plos One, ha rivelato inoltre che chi si alimenta con queste modalità come ad esempio i cacciatori, superando alcuni valori di concentrazione di questo elemento nel sangue, si ha un netto abbassamento del quoziente intellettivo, fino ad arrivare a ritardi mentali gravi.

Attenzioni particolari chiedono i ricercatori per i soggetti più deboli quali donne in gravidanza e bambini, sottolineando come l’esposizione al piombo può danneggiare lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso.

Con questi dati bisogna fermarsi subito! – ha esordito il portavoce del C.P.V. Renzo Rizzi – Il piombo è già stato bandito in molti altri paesi, le munizioni alternative ci sono e vengono usate anche in Veneto. In queste condizioni non vi sono scusanti, non si può attendere il 2017 e permettere il riversamento di altre 1.200 tonnellate di piombo in tutto il Veneto. Al presidente Regionale Luca Zaia, del quale ricordo uno slogan “prima i Veneti” voglio dire: dimostri di avere a cuore veramente la loro salute e si faccia promotore di un immediato intervento; al presidente della Provincia più a rischio Achille Variati, che ha saputo come Sindaco portare in alto il comune di Vicenza nella graduatoria della vivibilità, chiedo di darci un segnale forte per la salvaguardia dell’ambiente della nostra bistrattata ma fantastica provincia e ai cacciatori, di farsi immediatamente promotori del cambiamento“.

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