GEAPRESS – Per la provincia di Vicenza sono “operatori autorizzati”. Per i protezionisti, invece, solo dei “rambo”. Di fatto squadre di cacciatori che in periodo di interdizione dell’attività venatoria, sono invece autorizzati ad uccidere i cinghiali nell’area comunale di Altavilla (VI).

Il Coordinamento Protezionista Vicentino, con il tramite del suo portavoce Renzo Rizzi accusa ora il Sindaco di Altavilla di essere caduto nel tranello dell’allarme sociale che, a dire dell’ampio cartello di Associazioni aderente al Coordinamento (LAC, ENPA, UNA, WWF, LAV, LIPU), è opportunamente costruito per continuare a cacciare il cinghiale. Preda ambita e presenza voluta nel territorio. Impossibile, dunque, che si possa avverare il desiderio di “eradicazione” della specie che avrebbe indotto il Sindaco di Altavilla a richiedere alla Provincia la presenza dei cacciatori autorizzati.

Persone ben armate – riferisci il portavoce Rizzi – con carabine di precisione dalla gittata pari a ben 1000 metri“.

Un pericolo, sostengono i protezionisti oltre che un intervento del tutto inutile per contenere la popolazione di cinghiali. Anzi, l’autorizzazione fornita dall’Assessore provinciale Spigolon (assessore-cacciatore, dice il Coordinamento) che consente all’operatore di potersi tenere il cinghiale abbattuto, suona come ulteriore incentivo al sistema attualmente in uso. Ovvero caccia al cinghiale praticamente tutto l’anno.

Secondo le Associazioni aderenti al cartello vi sarebbero pure dei casi di immissioni illegali di cinghiali, fatto questo che dovrebbe indurre a non considerare l’intervento venatorio quale deterrente contro l’aumento delle popolazione di cinghiali.

Nel corso di recenti studi condotti in Germania, peraltro in ambienti venatori, è risultato che le popolazioni di cinghiali soggette alle attività di caccia, sono più abbondanti rispetto a quelle naturali. L’intervento dell’uomo, infatti, altera la composizione sociale dei branchi ed i rapporti di gerarchia esistenti tra le femmine. Più animali andrebbero così contemporaneamente in estro, favorendo la presenza simultanea di più scrofe con relative cucciolate. Forse, stramberie sindacali a parte, per provare a contenere il cinghiale basterebbe (… per la prima volta) non considerare più la caccia.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati