GEAPRESS – Quasi un cane o un gatto al giorno. Almeno quelli di cui se ne ha notizia. Sono gli animali d’affezione del vicentino morti a causa dei pallini da caccia.

A rendere nota l’impressionante casistica è Renzo Rizzi del Coordinamento delle Associazioni protezionistiche vicentine.

42 casi che pesano come un macigno, ancorchè mai denunciati se non dal colpevole, almeno da altri cacciatori. Una piena omertà, dunque, anche perchè è difficile immaginare che per tutti i quarantadue casi il cacciatore si trovasse sempre da solo.

Il Coordinamento ha riunito in questi mesi tutti gli episodi occorsi nel vicentino, allegando spesso le dichiarazioni dei proprietari degli animali. C’è il caso di Leo, il cane ammazzato ad Altissimo meno di mese addietro con due colpi di fucile. Per la famiglia di Maria Gilda Baldo un vuoto incolmabile.

Il piccolo Leo – riferisce Maria Gilda – non era solo un cane ma un compagno di vita. I cacciatori hanno fatto del male a tutti noi” aggiunge sconsolata. Stessa riflessione per Sabrina Favaro. In zona Ca’ Vecia ha dovuto subire l’impallinamento di due gatti ed ora, lei come le tre figlie, ha paura che gli altri animali escano a fare due passi fuori casa. Stessa apprensione per Claudia e Carlo Bastiani, che due giorni addietro ad Isola Vicentina hanno perso Attila, il gatto colpito da una fucilata. “Ogni anno – hanno dichiarato Claudia e Carlo Bastiani – quando si apre la caccia viviamo con apprensione per la sorte che potrebbe toccare ai nostri amici e puntualmente accade”.

Non ho mai avuto contrasti o alterchi con nessuno di loro, non mi spiego comportamenti così efferati e gratuiti“, gli fa eco il dott. Andrea Calzavara, Medico Veterinario di San Giovanni in Monte. Pochi giorni fa ha trovato la sua micia crivellata di pallini.

All’Assessore Spigolon, responsabile del settore caccia della Provincia di Vicenza, si rivolge ora Renzo Rizzi il quale premette subito come lo stesso Assessore (cacciatore) sia da sempre politicamente impegnato a suonare le sirene alla lobby venatoria più estremista. Rizzi chiede a Spigolon di condannare innanzi tutto queste gesta dei cacciatori Vicentini, ma anche un intervento che possa fungere da deterrente.

E’ ormai urgente – ha dichiarato Rizzi – una modifica della legge 50/93, ovvero un inasprimento della pena per chi si rende responsabile di tali gratuite crudeltà. La revoca immediata della licenza di caccia, e la sospensione della stessa, per almeno cinque anni” ha aggiunto Renzo Rizzi.

Le segnalazioni di abbattimenti con uso di fucili da caccia, sono giunte da più centri abitati della Provincia di Vicenza. Tra i vari si ricorda Costabissara, Lonigo, Grisignano, Sandrigo, Barbarano, Montegaldella, Montebello, Rotzo, Mussolente, Torri di Quartesolo, Nove e Marostica.

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