GEAPRESS – A caccia con la pistola. Il Corpo Forestale dello Stato, Comando di Enego (VI), lo aveva notato nella località Stoner a bordo del suo fuoristrada e lo aveva invitato a fermarsi per via dei movimenti sospetti. Lui, il quarantottenne di Enago, fornito di regolare licenza di caccia, ha inizialmente rallentato ma all’avvicinarsi dei Forestali, Comandanti dall’ Ispettore Superiore Nicola Pierotti, ha improvvisamente ingranato la marcia ed è scappato a tutta velocità.
Ne è derivato un vero e proprio inseguimento che non si è concluso neanche quando il bracconiere (la Forestale ritiene che andasse a caccia di caprioli), arrivato a casa sua, ha fermato il fuoristrada. A questo punto, infatti, il bracconiere è corso nella legnaia ad occultare qualcosa. Nel corso della perquisizione si è così rinvenuta la pistola calibro 38 Special, detenuta illegalmente, e modificata con silenziatore e cannocchiale.

La storia, però, non inizia qui. Lo stesso soggetto era già conosciuto. Era stato fermato per un reato venatorio per il quale è prevista la semplice sospensione della licenza. Uno dei non pochi favoritismi di cui gode il mondo venatorio come ad esempio la previsione di soli reati contravvenzionali, la possibilità di avere solo sospesa la licenza quando si abbattono specie protette e solo nel caso di recidiva (nel frangente sei un cacciatore-bracconiere), l’esclusione di alcuni articoli del Codice Penale. E’ questo, ad esempio, il caso del furto al patrimonio indisponibile dello Stato, con il paradosso che ad un bracconiere incallito (ad esempio un uccellatore) potrebbe convenire prendere la licenza di caccia rischiando così, nel caso di denuncia, solo un blando reato contravvenzionale (come tutti i reati venatori) rispetto a quello ben più grave del furto che spetterebbe ad un reo comune mortale.

Ma cosa aveva fatto due anni addietro il nostro ultimo cacciatore bracconiere fermato ad Enago?
Era stato denunciato perché sorpreso a sparare ai caprioli in periodo di caccia chiusa. Cioè la stessa volontà di delinquere supposta ora dagli inquirenti.

Ma non è forse il caso che la legge preveda fin dalla prima volta che un cacciatore venga buttato fuori dalla sua categoria (che dovrebbe tenere alto il prestigio del proprio nome) se sorpreso a cacciare in periodo di caccia chiusa? Con quale garanzia che non torni a delinquere, gli si ridà in mano una licenza?

L’uomo sorpreso dalla Forestale è stato denunciato per porto abusivo di armi. La stessa Forestale, inoltre, sta procedendo al controllo amministrativo di tutte le altre armi detenute dal soggetto. La Questura di Vicenza sta ora valutando il ritiro definitivo del porto d’armi.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).