richiami vivi
GEAPRESS – Trappole micidiali, secondo le associazioni, incredibilmente autorizzate dalla legge e finanziate dagli enti locali. Sono i roccoli, impianti di cattura di uccellini selvatici da cedere poi  ai cacciatori che li utilizzeranno come richiami.

La “marcia sul roccolo” è iniziata. Ad annunciarlo è un comunicato del Coordinamento Protezionista vicentino: ricorso al T.A.R.,  interrogazione in Europa e consegna di diciottomila firme.

A Vicenza si concentra il 50% degli impianti e proprio in questa provincia si svolgerà domenica prossima, la marcia anti-roccolo. Sarà a  Tretto di Schio, il roccolo che nel 2003 subì un deciso arresto a seguito delle pesanti accuse che gli piovvero sopra. Tra queste anche quella del sessaggio, ovvero l’apertura con una lametta dell’addome del povero uccellino, al fine di verificarne il sesso. Se maschio viene incollato e finirà la sua vita come animale da richiamo. Se femmina, … non serve.

Fatti gravi come quello incredibilmente non diffuso ai media ed invece “captato” dell’eurodeputato veneto Andrea Zanoni che ha reso oggi nota la notizia. La chiusura dell’impianto di Brentino Belluno, in provincia di Verona. L’intervento è stato disposto dalla Provincia con proprio atto risalente al 25 ottobre scorso e facente seguito all’attività di Polizia Giudiziaria della Polizia Provinciale di Verona. Il 21 ottobre, nel corso di una perquisizione presso l’impianto, la Polizia Provinciale avrebbe rilevato la sottrazione delle allodole catturate le quali, invece di finire nei centri di distribuzione provinciali, sarebbero state consegnate nelle mani di alcune persone appostate nei luoghi. Il tutto, riferisce sempre l’atto della Provincia, sarebbe avvenuto in flagranza di reato. Un impianto gestito sulla fiducia ad un privato ma di proprietà della provincia. Tutto reso noto grazie all’On.le Zanoni.

Un fatto molto grave – ha commentato l’On.le Zanoni –  che dimostra come questi luoghi adibiti alla cattura degli uccelli destinati a diventare richiami vivi siano da eliminare“. Il plauso è ora rivolto alla Polizia Provinciale ma il passo successivo dovrà essere quello di “vietare queste deroghe alla Direttiva Uccelli che vieta tassativamente l’utilizzo delle reti e trappole”.

Intanto, domenica 10 ottobre, LAC, ENPA, LAV, LIPU e WWF danno a tutti appuntamento alle ore dieci proprio al Tretto di Schio, in provincia di Vicenza. Per dire basta all’uccellagione, riferiscono sempre le associazioni, sono state invitate le personalità’ presenti nella manifestazione del 2003. Dal Maestro Bepi  De Marzi, a Donatella Rettore  eletta a madrina. Ha già dato la sua adesione Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia mentre, ad essere stato invitato, è anche  Adriano Celentano un profondo conoscitore della provincia di Vicenza, sempre attento alle tematiche ambientali e contrario a pratiche come la caccia.

Presente anche lo stesso On.le Zanoni il quale, già lo scorso quattro ottobre ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per fermare le deroghe a suo avviso illegittime. Deroghe ripetutamente concesse dalla Regione Veneto  e dalle Provincie di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia e Belluno per la cattura di uccelli con le reti da uccellagione. Per Zanoni questi strumenti sono vietati espressamente dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE.

Nonostante i moniti dell’Ue e i perentori pareri contrari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) istituto tecnico scientifico dello Stato, la Provincia di Verona e la Regione Veneto continuano ad autorizzare impianti di cattura muniti delle reti da uccellagione, mezzo di cattura non selettivo, vietato dall’articolo 8 della Direttiva 2009/147/CE – ha dichiarato Zanoni – Ho chiesto, quindi, alla Commissione di aprire una procedura d’infrazione per questi amministratori che si credono al di sopra della legge nazionale ed europea e mi sono rivolto al Presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, sollecitando l’immediata chiusura di questi impianti che violano la Direttiva “Uccelli

In questi giorni sono altresì indette altre iniziative tutte volte alla chiusura dei roccoli. Mercoledì 6 novembre, a Verona alle ore 21.00, presso l’Hotel Leopardi in via Leopardi 16, Zanoni terrà la conferenza “Basta richiami vivi e uccellagione. Una tortura legalizzata dalle Province e dalla Regione Veneto in barba alla Direttiva Uccelli 2009/147/CE”. Nel corso della serata sarà possibile sottoscrivere la petizione della Lipu “No ai richiami vivi”. IL giorno dopo, alle ore 21.00, si terrà la conferenza stampa presso l’Alfa hotel di Vicenza. Tra i relatori, oltre all’On.le Zanoni, ci sarà anche l’avvocato Claudio Linzola del Foro di Milano. Sono suoi, moltissimi dei ricorsi vincenti contro gli impianti di cattura.

Il tutto per la salvezza di centinaia di migliaia di uccelli il cui unico torto è quello di dover passare nei luoghi insidiati dagli impianti di cattura. “Passeriformi, tordi sasselli, tordi bottacci, allodole, cesene e merli – ha dichiarato Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento – uccelli che compiono migrazioni dal nord Europa all’Africa per sfuggire alle rigide temperature invernali e che vengono invece catturati con le reti per finire ingabbiati come richiamo per la caccia. Vivranno il resto della loro vita – ha concluso Rizzi – in gabbie anguste dove non potranno più aprire le ali“.  Questo, affermano i protezionisti, nonostante le sentenze della Cassazione siano univoche nel considerare queste condizioni di detenzione “incompatibili con la natura degli uccelli” e lo stesso I.S.P.R.A. abbia dato parere negativo all’apertura degli impianti di cattura, la Giunta Regionale del Veneto continua imperterrita a promulgare atti che autorizzano l’uccellagione, “buttando denaro pubblico in barba alla crisi“.

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