GEAPRESS – Massima allerta delle Guardie Zoofile aderenti al Coordinamento Protezionista Vicentino. Le segnalazioni pervenute all’ENPA di Vicenza parlano chiaro: bande di armati che uccidono le volpi. Eppure, secondo l’incredibile delibera della Provincia risalente ai tempi dell’Assessore Spigolon, si tratterebbe al massimo di 30-35 adulti rispetto ad un totale di 200 animali costituiti in buona parte da poveri cuccioli sbranati dai cani. Sembra quasi una provocazione, ma quello che si chiede il Coordinamento è perchè non uccidere le volpi nel corso della stagione venatoria e non, in tal maniera, dal mese di marzo fino a quello di luglio, ovvero in periodo di silenzio venatorio.

Le segnalazioni, però, sembrano prefigurare una realtà più confacente ad una liberatoria di caccia alla volpe che non alla pur esecrabile abitudine di autorizzare la caccia in tana.

Per il Coordinamento Protezionista Vicentino, quello che si vuole eliminare è un “concorrente” che per natura e sopravvivenza preda animali come il fagiano o la lepre, ovvero, per alcuni, animali da impallinare.  Di fatto il provvedimento della Provincia autorizzerebbe, sempre ad avviso del CPV, centinaia di cacciatori a compiere ogni sorta di nefandezza sulle volpi nel periodo in cui allevano i piccoli.

Dunque Guardie Zoofile  allertate. Il Coordinamento Protezionista Vicentino ha inoltre richiesto  la collaborazione  del Comando della Polizia Provinciale che dovrebbe, sempre nel rispetto della delibera, autorizzare tempi, modalità e luoghi degli interventi.

La caccia in tana, ribadisce il Coordinamento Protezionista Vicentino è una delle forme venatorie più crudeli che esistano. La morte viene inflitta con i fucili, ma prioritariamente, tramite l’uso dei cani da tana. Individuato il rifugio con all’interno i cuccioli, i cacciatori provvedono a lanciare i cani. Questi, penetrati nella tana, ingaggeranno una lotta all’ultimo sangue con la povera volpe. Sentendosi in trappola tenterà in tutti i modi di difendere la prole, ma nulla potrà contro le serrate mascelle della muta di cani.

Il Coordinamento Protezionista Vicentino ha altresì  inviato una lettera di diffida al Commissario della Provincia,  affinchè blocchi quella che viene ribadita come una “inutile barbaria”.
Invito il commissario Schnek a guardare il VIDEO che mostra come viene praticata  la caccia alla volpe nel vicentino – ha dichiarato Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino –  Sono convinto che una persona sensibile non possa accettare questi atti votati alla peggiore crudeltà e spietatezza“.

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