GEAPRESS – Bosco tagliato ma in maniera graduale, per non dare nell’occhio. Neanche la fatica di dovere procedere al taglio ogni anno, dal momento in cui i ceppi vengono regolarmente avvelenati. Poi barbecue, decine di metri di muri in pietra che fanno da rialzo a veri e propri fortini con tanto di feritoie. Variopinti teloni colorati, plastica e pure un barattolo con munizioni perfettamente funzionanti.

Sono gli appostamenti abusivi dei cacciatori scoperti dalle Guardie Zoofile nei crinali di “bocchetta Marana”. Millequattrocento metri di altitudine raggiungibili dal sentiero che dalla Malga di Ralto, nel Comune di Valdagno (VI), conduce fino in cima. Le Guardie delle Associazioni afferenti al CPV (Coordinamento Protezionista Vicentino) hanno pure individuato le persone che, come se nulla fosse, stavano trasportando i tronchi. Denunciati anche loro. Nomi, pertanto, che si aggiungono alle segnalazioni della trentina di appostamenti, tutti costruiti nei crinali, ovvero in una zona che per legge dovrebbero avere preclusa l’attività venatoria.

Questo in teoria, dal momento in cui in Veneto si spara pure a specie protette e particolarmente protette. Non per legge, ma per delibera di Giunta regionale, ovvero le cacce in deroga volute dal Governatore Zaia.

Oramai non ci si stupisce più di nulla – ha dichiarato Renzo Rizzi portavoce del Coordinamento – Quei crinali, così come i valichi, dovrebbero essere protetti per legge fin dal 1982. A richiederlo era stata l’ISPRA nella carta delle vocazione faunistiche – ha aggiunto Rizzi – ed invece, grazie ad una becera politica compiacente, quelle aree diventano teatro del peggiore massacro di specie protette del nord Italia“.

La cosa che però più impressiona è il vero e proprio disboscamento messo in atto attorno agli appostamenti. Per almeno 40 metri. “Preludio – ricorda Renzo Rizzi – di frane e smottamenti“. Tagli abusivi, ovviamente, eseguiti con un massimo di sei sette alberi a stagione. Quanto basta per non fare notare, da un anno all’altro, la devastazione del territorio.

Negli appostamenti abusivi, sono stati rinvenuti gli attrezzi necessari alla distruzione del bosco. Seghe, picconi per eradicare, scale ed il ristoro del cacciatore boscaiolo. Bidoni con bevande e rifiuti sparsi un po’ ovunque. 

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