GEAPRESS – Ritorna l’Hunting Show, salone internazione (addirittura con qualifica per Decreto di Giunta regionale) della caccia, della natura e del tiro sportivo. A parte un lievissimo aumento del prezzo del biglietto di ingresso, da oggi è in Fiera.

Fino a domani, a Vicenza, con le immancabili manifestazioni animaliste. Ad ogni modo, piaccia oppure no, è il salone dei cacciatori e dei pescasportivi. Forse più nazionale che internazionale (questo, ovviamente, a vedere scorrere la tipologia degli espositori) con la continuata assenza dell’Arci Caccia e la preponderante presenza della altre associazioni venatorie, sia nazionali (con illustri esponenti veneti) che locali. Ci sarà Federcaccia, il cui Presidente regionale coincide essere il Sindaco di Verona Tosi, e la Confavi vicina all’eurodeputato filo caccia On.le Sergio Berlato. Ovvero i due protagonisti (assieme al Presidente della Giunta regionale Zaia e all’Assessore all’Identità Veneta Stival) del contendersi delle scelte più criticate in campo ambientalista, come le cacce in deroga.

Veneto, ovviamente presente, sia con la Regione che con la Provincia di Vicenza le quali, dicono nelle locandine della manifestazione, collaborano. Secondo il PAE (Partito Animalista Europeo), però, questa collaborazione costerebbe in soldi pubblici, solo alla Regione, diverse decine di migliaia di euro. Forse un pò troppi per un manifestazione che l’anno scorso fece registrare appena 27.000 visitatori, in buona parte, si presume, cacciatori e pescatori. A loro, però, sarà ora riservato lo sconto sul biglietto (otto euro di costo su 14 previsti) che sarà del tutto gratuito per i bambini sotto i 12 anni. Biglietto ridotto anche per gruppi superiori alle dieci persone. Il tutto per una manifestazione dove gli espositori pagano una quota di iscrizione di 200 euro (iva esclusa) e 80 euro a metro quadrato (sempre iva esclusa) ai quali devono considerarsi altri 40 per l’allestimento dello stand.

Per il settore caccia della Fiera, fabbriche di armi, case editrici di settore, prodotti alimentari tipici (siciliani), abbigliamento, appassionati di armi ed ovviamente gli enti pubblici che in quella sede hanno pensato bene di incontrare il Corpo Forestale dello Stato per discutere di gestione venatoria.

Per il Presidente del PAE, Stefano Fuccelli, il contributo regionale per sostenere un piano venatorio che prevede anche le cacce in deroga, rappresenta ancor di più una vergogna. Fuccelli richiama a questo proposito la maxi multa che rischia di cadere sulle teste dei contribuenti, proprio a seguito delle scelte della Regione Veneto di continuare ad autorizzare la caccia a specie protette e particolarmente protette.

L’Italia rischia una sanzione di 750.000 euro per ogni giorno in cui la direttiva è stata disattesa – ha dichiarato il Presidente del PAE Stefano Fuccelli -. Il calcolo partirebbe da metà 2008, l’anno in cui siamo stati deferiti per la prima volta. Totale: circa 1,2 miliardi di euro. Sarebbe giusto – ha concluso Fuccelli – che a pagare tale prezzo fossero soltanto i responsabili Zaia e Stival in primis, le associazioni venatorie e tutti i cacciatori escludendo la quasi totalità degli italiani contraria alla caccia“.

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