fucile fringuelli
GEAPRESS – I fatti sono avvenuti nello spartiacque tra le vallate dell’ Agno e del Chiampo, in  provincia di Vicenza. Una zona interessata da un notevole flusso di fauna migratoria oltre che ad un’alta densità venatoria divenuta ancora una volta oggetto di intervento da parte della Polizia Provinciale di Vicenza.

Ad insospettire gli Agenti sono state alcune fucilate di un’arma di piccolo calibro; immediatamente dopo l’insolito richiamo dei lucherini e dei fringuelli, ripetuto e continuo. L’area di provenienza era un crinale, ovvero una trappola perfetta per i piccoli uccelli ancorchè attirati dalle “lusinghe” di un improbabile canto che, con tutta probabilità, avrebbe indirizzato a tiro di fucile.

Questo è quello che di fatto hanno scoperto gli Agenti, sorprendendo un cacciatore che utilizzava come richiamo per i lucherini un fono fill di ultima generazione. Il marchingegno era nascosto a terra, ma il cacciatore, munito di telecomando e con l’ausilio di un cellulare, riproduceva il richiamo dei fringuelli.

I richiami acustici, ricordano gli inquirenti, sono strumenti di caccia vietati dalla legge.

Sotto alle foglie secche, a pochi metri dalla postazione, la Polizia Provinciale ha rinvneuto gli uccelli abbattuti; si trattava di quattro fringuelli e una peppola. Tutti i mezzi utilizzati e la fauna sono stati sottoposti a sequestro penale, spetterà poi all’Autorità Giudiziaria emettere i relativi provvedimenti di confisca di quanto utilizzato per la commissione dei reati previsti dalla Legge 157 /1992.

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