GEAPRESS – Non si ferma l’attività di monitoraggio e denuncia del Gruppo d’Intervento Giuridico e della LAC nei riguardi delle altane e dei capanni di caccia abusivi che insistono nei boschi del vicentino. I volontari delle associazioni hanno avviato ormai da tempo un’ampia attività di verifica della legittimità urbanistica e paesaggistica di numerose postazioni venatorie con strutture fisse che ha portato ad individuare oltre un centinaio di altane di caccia e capanni-bunker nei boschi e nelle campagne della Provincia di Vicenza, successivamente segnalati alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti per gli accertamenti del caso.

In seguito alla richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti inoltrata dal Gruppo d’Intervento Giuridico riguardo altane e capanni di caccia rinvenuti nei boschi della zona, il Comune di Altavilla Vicentina ha comunicato che “per nessuna delle strutture … indicate (altane/capanni di caccia) è stata rilasciata autorizzazione di qualsiasi tipo né tanto meno richiesta”. E ancora che “l’Ufficio Tecnico … si è già attivato per effettuare gli opportuni controlli e prendere conseguentemente i provvedimenti del caso”.

Si tratterebbe, quindi, di strutture abusive – commentano le Associazioni.

Anche il Comune di Brendola, sempre rispondendo all’associazione ecologista, ha comunicato di aver svolto ben due sopralluoghi relativi ad altane e capanni di caccia rinvenuti nei boschi presso la Via Monti Comunali. Sarebbero state accertate 5 fra altane e capanni di caccia, di cui non risulterebbe alcuna autorizzazione né istanza di autorizzazione. Anche in questo caso, sottolineano le Associazioni, si tratterebbe di strutture abusive. L’area è sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, e rientra nel sito di importanza comunitaria – S.I.C. “Colli Berici” e nella zona “E1.TA – zona agricola di tutela ambientale” del P.R.G. comunale. Del caso in questione se ne starebbero occupando anche i Carabinieri del N.O.E. di Treviso.

Intanto, il Corpo forestale dello Stato, anche a seguito delle segnalazioni delle Associazioni, ha in corso controlli a vasto raggio sullo status giuridico di circa 300 postazioni di caccia e, riferisce sempre il Gruppo d’Intervento Giuridico, avrebbe già inoltrato 30 rapporti alla magistratura.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico esprime forte soddisfazione per l’operato del Corpo forestale dello Stato e dei Carabinieri e sostiene l’operazione di verifica della legittimità di troppe postazioni di caccia ormai divenute vere e proprie strutture fisse a carattere edilizio.

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