GEAPRESS – I Veterinari del Centro Recupero Animali Selvatici di Catanzaro, hanno riscontrato all’esame radiografico la presenza dei pallini di piombo che hanno provocato la frattura dell’ala. A rimanere vittima del colpo di fucile del bracconiere, uno Sparviere, animale protetto dalla legge.

Il povero uccello rapace è stato recuperato, a cura dei volontari del WWF Calabria, che hanno risposto alla chiamata di un cittadino. Il grave atto di bracconaggio è avvenuto in località “Savelli” nel Comune di Pizzo (Vibo Valentia). Appena sopra la collina che sovrasta la località napitina.

Un fatto grave che, secondo il WWF Calabria, ripropone, anche in considerazione di altri analoghi episodi,  l’annosa questione della carenza assoluta di vigilanza venatoria su tutto il territorio provinciale.  Uso di lacci per la cattura di cinghiali, abbattimento di specie protette, esercizio della caccia in orari notturni o mediante l’uso di richiami vietati. Tutti fenomeni ampiamente diffusi nel comprensorio e che richiederebbero un maggiore e più costante impegno da parte di tutti i soggetti deputati per legge al controllo sul rispetto delle norme in materia di attività venatoria.

Chi in particolare latita, è l’Amministrazione Provinciale che avrebbe già da tempo dovuto costituire  un nucleo specifico di Guardiacaccia Provinciali. Questo, a distanza di vent’anni dalla costituzione della Provincia di Vibo Valentia, non è ancora avvenuto.

Intanto, per lo Sparviere impallinato a Pizzo, il WWF spera nel suo recupero. Guarita la ferita e completata la  riabilitazione, il ritorno nei boschi della zona.

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