GEAPRESS – Erano proprio in servizio anti bracconaggio i Carabinieri della Stazione di Maierato e del Comando Compagnia di Vibo Valentia. Una squadra di cacciatori di cinghiali è stata scovata già con il colpo in canna, pronta a sparare. Ai cinque bracconieri, tutti di Maierato, sono stati così sequestrati, il località Scrisi, tre fucili calibro 12, un puntatore laser, numerose cartucce a pallettoni, e quattro potentissimi fari che avrebbero illuminato a giorno una vasta area. Di fatto un potenziale di fuoco più adatto ad una guerra, ma contro gli uomini. I Carabinieri hanno così provveduto al sequestro di tutto l’armamento oltre che a denunciare per porto abusivo di armi i cinque bracconieri. La denuncia sarà oggi convalidata dal PM.

Così come già rivelato in un precedente articolo di GeaPress dedicato alla provincia di Livorno (vedi articolo GeaPress), anche per quella di Vibo Valentia, il destino dei cinghiali uccisi è la ristorazione. Ovviamente nessuna garanzia sanitaria per l’ignaro cliente.

I Carabinieri di Vibo Valentia hanno ormai messo in atto un controllo sistematico del territorio finalizzato proprio alla repressione del bracconaggio che in questi luoghi presenta rilevanze che vanno ben oltre la violazione della legge sulla caccia.

Soprattutto nei centri medio piccoli, infatti, il numero delle armi da caccia denunciate è addirittura superiore al quello degli abitanti. Basti pensare, allora, ai furti di queste armi, spesso rinvenute dai Carabinieri con la matricola abrasa in veri e propri rifugi sotterranei costituiti da tubi in pvc che celano le armi avvolte nella plastica ed abbondante talco o sale, utile ad assorbire l’umidità.

Le operazioni dei Carabinieri si avvalgono anche dell’ausilio del Nucleo elicotteristi con sede proprio a Vibo. Molti dei luoghi sono infatti accidentati e, pertanto, di difficile accesso. Dallo loro, i cacciatori di frodo, hanno la perfetta conoscenza del luogo la quale unitamente alla particolarità di alcune armi, come quelle fornite di puntatore laser, costituiscono di fatto un arsenale di notevole pericolosità. Un singolo puntatore laser può arrivare a costare alcune migliaia di euro. E’ chiaro che il bracconiere deve avere una suo ritorno economico dalla vendita della carne di cinghiale o da altre situazioni.

In tutta la provincia di Vibo Valentia vi sono circa 200.000 fucili da caccia denunciati, più degli stessi abitanti. Un problema serio che andrebbe attentamente valutato anche nei recenti lavori parlamentari relativi alla normativa sulle armi, sulla quale sta cercando di determinare la sua influenza la stessa lobby degli armieri e cacciatori (vedi articolo GeaPress).(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).