segugio maremmano
GEAPRESS – Sette cani Segugi, due femmine e cinque maschi che, stante quanto riportato dalla LAV di Verona, sarebbero stati costretti a vivere in condizioni aberranti.

Gli animalisti, infatti, riferiscono di baracche buie e fatiscenti in mezzo ad un campo, ove i cani sarebbero stati legati con cortissime corde a dei pali, sul nudo pavimento ove veniva ritrovato del cibo tra gli escrementi.

I fatti, occorsi nel mese di febbraio in un centro della provincia, erano divenuti oggetto di un intervento del NIPAF del Corpo Forestale, in seguito a denuncia sporta dalla LAV. Tra le rilevanze che divennero oggetto di indagine anche la presenza di parassiti, mantello rado e rovinato da chiazze alopeciche. Secondo gli animalisti il pelo si sarebbe presentato in queste condizioni a causa degli insetti ma anche per lo sfregamento su un fondo ruvido.

Durante i mesi di affido giudiziario alla LAV, gli animali hanno pienamente riacquistato la loro salute psico-fisica, trovando sicurezza e serenità oltre che ad avere raggiunto un buon livello di socializzazione con gli umani, con i quali si mostrano ora molto affettuosi.

Ora l’intervento dell’Ufficio del GIP del Tribunale di Verona e l’ammenda di 3000 euro. Al cacciatore, infatti, è contestato il reato di cui all’art. 727 del Codice Penale.

I sette Segugi sono stati pertanto affidati in via definitiva alla Sede Territoriale LAV di Verona. Per i cinque maschi sono già state individuate altrettante famiglie amorevoli che li hanno accolti con l’intento di far loro dimenticare il terribile passato; le due femmine, anziane ma in perfetta salute, attendono tuttora persone serie che le vogliano prendere con sé.

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