GEAPRESS – Niente, nonostante i manifesti fossero stati riproposti con vistose coperture e la scritta “troppo cruento”, la mannaia integralista si è nuovamente abbattuta. Ad essere colpito è ancora una volta il Movimento Vegetariano No alla Caccia. Il provvedimento che ricorda un poco il peccato di idolatria, arriva ancora una volta dal Comune di Verona, con a capo il Sindaco Tosi, Presidente veneto di Federcaccia recentemente rimbalzato agli onori della cronaca per via dei pallini del suo fucile da caccia. Volendo centrare una lepre colpì, per imprevedibile rimbalzo, un compagno di battuta. Una tragica fatalità, si disse. Un incidente che può capitare. Ma ora? Come la mettiamo con l’inibizione delle immagini (anticaccia)?

Già una prima bocciatura era arrivata nei mesi scorsi da parte della Giunta comunale. Immagini troppo cruente, avevano detto. Meglio non far vedere cosa combinano i cacciatori, si era invece commentato in casa animalista.

Ad ogni modo, il tutto venne coperto (vedi foto) e il manifesto ristampato. Quale migliore dimostrazione, dicono ora gli animalisti, che si tratta in realtà di una decisione politica volta a tutelare i fautori della caccia anche a costo di calpestare la libertà di opinione? La motivazione (anzi: lo non motivazione), dicono al Movimento Vegetariano No alla Caccia, è ora quella che saranno accettati solo manifesti riportanti scritte e non immagini. Come nella molto più prestigiosa arte islamica, insomma.

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