GEAPRESS – Sono due fratelli molto noti negli ambienti del bracconaggio, gli uccellatori oggetto di intervento della Polizia Provinciale di Venezia che ha operato tra lunedì e martedì a San Michele  al Tagliamento. Una pattuglia della Polizia Provinciale aveva inizialmente notato un impianto di cattura di uccelli con l’ausilio di reti e richiamo acustico artificiale a San Giorgio di Livenza, nel Comune di San Michele. Raggiunti da altre due pattuglie ed ottenuta l’autorizzazione del Magistrato, veniva dato corso all’ispezione sia dell’impianto che del capanno di servizio. A seguire pure una vicina abitazione che si trovava nello stesso fondo dell’impianto.

In tutto 160 metri quadrati di rete, due amplificatori e numerosi cd con le registrazioni di vari canti di uccelli. Poi la successiva scoperta. Un secondo impianto di uccellagione, composto questa volta da due reti alte 3 metri e lunghe 40. Due altoparlanti collegati a 2 radio in funzione. Tre tordi trovati impigliati nelle reti dei due impianti, venivano immediatamente liberati. Il grosso del bottino, però, doveva ancora arrivare.

Nel giardino dell’abitazione, infatti, venivano rinvenute tre voliere di oltre 600 metri quadrati di superficie, mentre, in un vicino edificio di ben tre piani, erano stipate gabbie per uccelli.

In tutto 510 uccellini, oltre a 10 trovati morti. Solo settanta erano però sprovvisti di anello inamovibile e per questo la Polizia Provinciale li ha potuti liberare. Per il resto ci ha pensato la confessione dei due a quanto pare noti, per le loro razzie, sia in Veneto che in Friuli. Li avevano catturati illegalmente e successivamente avevano posto gli anellini. Rimane, pertanto, da capire la provenienza di questi ultimi.

Gli anelli inamovibili sono previsti dalla legge per gli uccelli d’allevamento, detenibili, spesso, grazie a leggi regionali con vizio di legittimità (in altri luoghi è reato) oppure nati in allevamento. Fatto questo, però, molto difficile per specie appartenenti alla fauna selvatica. L’anellino, allora, può diventare un utile strumento di riciclo. Come nel caso delle centinaia di uccelli selvatici che, dopo la confessione dei due uccellatori, sono stati liberati.

Le operazioni della Polizia Provinciale di Venezia, diretta dal Comandante Antonio Lunardelli, sono inziate alle 18.30 di lunedì 17 e si sono concluse solo nel pomeriggio del giorno successivo.

L’importanza dell’intervento della Polizia provinciale è stato giustamente posto in rilevo sia da parte della Presidente della Provincia Francesca Zaccariotto che dall’Assessore al ramo Giuseppe Canali.

I due uccellatori, per i quali si sospetta che servissero sia il settore della ristorazione che quello degli allevatori, sono stati denunciati per maltrattamento animali, uccellagione, detenzione di specie per le quali è vietata la caccia, uso di richiami vietati.

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