Venezia – ore 16.10 parte la manifestazione anti caccia. Le foto “in diretta” e le dichiarazioni del Presidente Zaia: domani vado all’apertura della stagione venatoria.
GEAPRESS – Tempo inclemente a Venezia, che non è riuscito a fermare le parecchie centinaia di persone che hanno sfidato violenti scrosci di pioggia per dire NO ALLA CACCIA. I primi temerari (vedi foto gazebo) erano sul posto già alle 12.30. Un pò di indecisione tra un tuono e l’altro e poi velocemente la piazza si è riempita (vedi foto in sequenza). Nel giro di venti minuti oltre mille persone, poi raddoppiate durante il percorso, hanno dato forma al corteo anti caccia promosso da LAV, ENPA, LAC, OIPA, Animalisti Italiani e LIPU. Prima il discorso di Massimo Vitturi, responsabile Caccia della LAV. Per fortuna breve, perché un secondo dopo che ha finito di parlare i fulmini del Presidente Zaia hanno iniziato ad abbattersi. Dal vivo, perché una valanga d’acqua ha impietosamente seguito di un millesimo di secondo il discorso di Vitturi, ed indirettamente dal momento in cui il Presidente della Regione Veneto dichiarava (ovviamente in altra sede) che domani sarebbe andato ad inaugurare l’apertura della stagione venatoria. Pazienza, per Zaia e per l’acqua. Il popolo degli anti caccia serra le fila ed inizia il percorso. Numeroso, colorato, compatto ed anche un pò incavolato. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).














Poi anche la scienza fa una differenzazione tra vita umana e vita animale, anche la filosofia, anche la religione. Non capisco come fai a mettere la vita umana a confronto con quella animale? Ti sei mai chiesto perchè se noi veniamo dalle scimmie come mai nessuna scimmia si è mai evoluta o abbia mai parlato. La mia vita non è come quella di un pollo o di un maiale, spero neanche la tua! Poi pensa quello che vuoi ma le vostre affermazioni sono un fuoco di paglia, assurde e figlie di una cultura post-cittadina che non ha nulla a che fare con la cultura rurale che amo, fatta di tradizioni e rispetto per la natura dove l’uomo è al centro e l’animale viene considerato come tale nel rispetto della sua funzione (quella alimentare e in aiuto dell’uomo). Un saluto.
Tu dici che cio’ che differenzia l’essere umano dagli altri animali e’ la coscienza, ma la scienza che pure menzioni riconosce coscienza di se’ a molti animali, e viceversa la nega a chi e’ in coma irreversibile, o a chi e’ afflitto da gravi deficit mentali, dunque a rigor di logica dovresti sparare anche a loro, a meno appunto di ricadere in un atteggiamento (ma loro sono umani, gli altri animali no) del tutto simmetrico a quello dei razzisti (io sono bianco, loro no) e dei sessisti (io sono un uomo, mica una donna).
Prendo atto del fatto che trovi immense le parole della Madonna, cui probabilmente credi essenzialmente perche’ sei nato in un paese cattolico da genitori cattolici; se tu fossi nato in Arabia da genitori musulmani crederesti in Allah, se in India a qualche divinita’ induista (magari anche in qualcuna che supporta i sacrifici umani, o al contrario in altre che riconoscono lo spirito anche negli animali e conseguentemente richiedono la pratica del vegetarianesimo), e se in altri posti in Oriente in Buddha o in chissa’ chi. Prova invece a usare la tua testa e la logica per valutare cosa e’ giusto e cosa no, e trova se ci riesci qualcosa di logicamente sostenibile per differenziare l’uomo dagli altri animali, e per affermare che uccidere senza necessita’ e’ giusto.
Uccidere senza necessità! Ma chi ha mai detto questo! Uno uccide per alimentarsi! E’ più dignitoso uccidere e mangiare una quaglia selvatica andando a caccia che andare al supermercato a comprarla nata senza mai vita. Questo dico io. Poi io sono orgoglioso di essere cristiano e credere nella parola di Gesù. Se tutti seguissero la parola di Cristo questo sì che sarebbe un mondo migliore altro che animalismo. E poi attento che la madonna c’è anche nella nostra epoca e ci sta mandando messaggi importanti, basta andare in Bosnia. Ho visto non credenti per una vita cambiare in due giorni. Ho visto e sentito in due giorni quello che non succede in sette vite.