Venezia – ore 16.10 parte la manifestazione anti caccia. Le foto “in diretta” e le dichiarazioni del Presidente Zaia: domani vado all’apertura della stagione venatoria.
GEAPRESS – Tempo inclemente a Venezia, che non è riuscito a fermare le parecchie centinaia di persone che hanno sfidato violenti scrosci di pioggia per dire NO ALLA CACCIA. I primi temerari (vedi foto gazebo) erano sul posto già alle 12.30. Un pò di indecisione tra un tuono e l’altro e poi velocemente la piazza si è riempita (vedi foto in sequenza). Nel giro di venti minuti oltre mille persone, poi raddoppiate durante il percorso, hanno dato forma al corteo anti caccia promosso da LAV, ENPA, LAC, OIPA, Animalisti Italiani e LIPU. Prima il discorso di Massimo Vitturi, responsabile Caccia della LAV. Per fortuna breve, perché un secondo dopo che ha finito di parlare i fulmini del Presidente Zaia hanno iniziato ad abbattersi. Dal vivo, perché una valanga d’acqua ha impietosamente seguito di un millesimo di secondo il discorso di Vitturi, ed indirettamente dal momento in cui il Presidente della Regione Veneto dichiarava (ovviamente in altra sede) che domani sarebbe andato ad inaugurare l’apertura della stagione venatoria. Pazienza, per Zaia e per l’acqua. Il popolo degli anti caccia serra le fila ed inizia il percorso. Numeroso, colorato, compatto ed anche un pò incavolato. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).














La natura non è con voi…la pioggia e’ stata la prova…lasciate perdere!!!!
Statte zitto..sono 2 giorni che piove a venezia….
Che ridere!!! 4 gatti bagnati, che lottano contro i mulini a vento!!!RITIRATEVI……..
Vigor…. lascia perdere tu i commenti inutili, io c’ero e ritornerò ancora quando necessario!
Chi non ha coraggio di prendere una posizione contro certe porcherie è un povero SFIGATO.
2000 partecipanti? dalle foto sembrano molti di meno, magari con photoshop e con la clonazione grafica si poteva essere più credibili.
Porcheria la nobile caccia?? ma vergognati!!! sfigato……
antonio magna cappee
Ai poveri pietosi caccia-sogni (visto che c’è solo quelli che hanno loro in testa da cacciare) glie sta a rrode … parecchio! Se devono fa scortà da quelli della lega per sentisse n’po’ più forti! Pensa te come stanno messi bbene!!!
Dicono che eravamo noi 4 gatti … e non se rendono conto che i 4 gatti so loro … ahooo se so dimezzati in meno de vent’anni e continuano ad essere in caduta libbera!!! Se continuano de sto passo fra qualche annetto … toccherà proteggeli dall’estinzione … Ma lasciamoli annà va che tanto so condannati a sparì da soli è inutile combatte coi fantasmi … me fanno pena, me fanno!
Auguri bbelli …. ce ritroviamo nelle grotte de Lascaux a dipigne i bisonti …. ha ha ha ha!!!
Alla manifestazione pro-caccia c’era ben più gente, eppure rappresentavano (secondo alcuni) solo una misera straminoranza degli italiani. Sarà che questi alcuni sono proprio negati con la matematica…
G.M.
Io c’ero, nonostante la pioggia. E non c’ero solo io.
E tanto per informazione la pioggia non ha proprio fermato nessuno, anzi, ci ha uniti ancora di più. Una sfida ancora maggiore per animare ulteriormente i nostri animi, per dar voce a chi non può farlo. Ah, se partiamo con certi presupposti è ovvio che non cambierà mai nulla. Dal singolo deve muoversi tutto! Ed ogni singolarità può fare la differenza.
Antonio… direi che in 4 gatti ormai sono rimasti i cacciatori… purtroppo 4 gatti che spendono, e per questo restate interessanti per il nostro Stato. Per fortuna invece sempre più gente capisce che la caccia è un problema serio per tutti (animali, persone e cose) ed è un male da estirpare. E presto anche i cacciatori si estingueranno… e questa sarà una delle poche estinzioni che sarò felice avvenga!!!
potete dire fare e strafare tutto quello che vi passa x la testa cari anticaccia….ma alla fine dei giochi,a caccia noi ci andiamo comunque!…e ancora x mooooooooooolto mooooooooooooolto tempo!probabilmentequando anche voi diventerete un guadagno per lo stato e non un costo,pure piuttosto oneroso,magari forse,e dico forse,farete paura a qualcuno!
IO C’ERO, LA CACCIA E’ IMMORALE, CHI CONTINUA A PRATICARLA E’ PRIVO DELLA PUR MINIMA SENSIBILITA’ UMANA, POCHI O TANTI ERAVAMO LI X SOSTENERE CHI NN HA VOCE, E’ SOLO DA COMPATIRE CHI SOSTIENE IL CONTRARIO..POVERI CRISTI!
A tutti gli sfigati che continuano a sostenere la caccia rispondo semplicemente con una battuta che circola da tempo al riguardo “Quando l’allungamento del pene sara’ sostenuto dalla mutua,allora certi uomini non ricorreranno piu’ alla caccia” :-))
Cacciatori forse non piangerete oggi, ma pagherete per tutti i vostri crimini….Sarà la legge di Dio a punirvi….
inutile parlare a questi ignoranti…continuate con la vostra caccia….non vi resta altro….la vita è una ruota e prima o poi in qualche modo tutto vi ritornerà indietro ricordatevelo…tutto torna…e la pagherete ….ed allora piangerete…e noi rideremo…..
La caccia uno sport??? Lo sarà quando anche gli animali avranno un fucile, allora combatterete ad armi uguali. Per ora è solo una VERGOGNA!! Ogni tanto succede che un cacciatore spara ad un altro cacciatore…vi state eliminando da soli!!! NO ALLA CACCIA
:( Sarà la legge di Dio a punirci….? Noi cacciatori ingnoranti? FACCIAMO UN PO’ DI CULTURA A QUESTI BIMBI…
La caccia è una delle più antiche attività conosciute in quanto risale sicuramente alla nascita della specie Homo sapiens.
La caccia può anche avere un ruolo nella gestione della fauna selvatica, ad esempio per mantenere la popolazione di una certa specie all’interno delle capacità di sostentamento dell’ambiente ecologico.
C’è un grosso equivoco ed un’ analisi sbagliata nelle teorie animaliste. La fine di ogni organismo è inevitabile nel processo naturale. Infatti ogni organismo, nel momento in cui perisce viene letteralmente mangiato da altri organismi. Da ciò si deduce che la fine della vita degli animali domestici non viene alterata dai nostri comportamenti. In realtà il nostro rapporto con loro è una sorta di coesistenza piuttosto che uno modo di trarre dei vantaggi. E’ evidente che gli animali domestici hanno uno status di benessere che in assenza dell’uomo non avrebbero. Vengono forniti di cibo, di riparo, di assistenza veterinaria e vengono difesi dai predatori. Si ottiene così una diminuzione della mortalità ed un consistente aumento delle popolazioni, che in natura, sarebbe impensabile. Del resto in queste condizioni appare di tutta evidenza la necessità di assicurare un bilancio compatibile del loro numero. In definitiva l’uomo raccoglie i frutti di ciò che ha dato. E la coesistenza ha un finale tragico per entrambi, uomini e animali. Purtroppo.
Ancora un altro argomento : L’analisi di stampo “nichilista” che gli animalisti pongono a base delle loro rivendicazioni assomiglia tanto ad una frittata senza le uova. Un esempio? (se ne potrebbero fare molti e tutti di natura diversa). Basta pensare un attimo al cibo d’origine animale che usiamo e che ci procuriamo giornalmente per vivere, da varie fonti di approvvigionamento. Il pollo che mangia “l’animalista” è uguale a quello che mangia un “cacciatore”. Vi è differenza fra il prelievo di un pollo o di un fagiano? Ambedue vengono allevati, il primo magari in gabbia che assomiglia ad una piccola prigione, il secondo cresce negli spazi aperti ove si esercita la caccia programmata. Resta assodato un fatto però e cioè che gli uomini “puri” ( che dovrebbero essere secondo i finti esperti del circuito mediatico, gli “animalisti”) mangiano come gli “impuri” (termine che ci assegniamo in forma autoironica). Entrambi i “puri” e gli “impuri” concorrono alla pari all’uso degli alimenti prodotti dalla catena alimentare. Un ultima cosa : il collo viene tirato…. voi direte:( che pena uccidere una creatura) sia al pollo che mangia l’animalista sia a quello che mangia il cacciatore. E allora perché esercitarsi in un pietismo a corrente alternata come fanno gli animalisti che piangono solo per il pollo che non mangiano?
MERILISA: Già sono tanti i peccati che dovremo scontare, e mai avremmo pensato di aggiungerne uno che deriva dalla nostra passione. ( A scanso di equivoci ripetiamo: passione venatoria) Sostiene il Sacerdote Don Luigi Lorenzetti : “Su tali affermazioni si può comprendere che la questione ecologica in generale, e quella animalista in particolare, non sono estranee al messaggio che la Chiesa è chiamata a trasmettere: annunciando il progetto di Dio sul creato e su tutte le creature, denunciare le mentalità e i comportamenti che lo trasgrediscono e ostacolano. I casi, purtroppo sono tanti, anzi troppi e, tra questi, il deplorevole abbandono degli animali, la sperimentazione cosiddetta scientifica che mutila e uccide, l’industria della pellicceria che serve solo alla vanità, la caccia per sport, l’allevamento in batteria e i mattatoi”. Capito bene? Da oggi ognuno di noi che andrà nel confessionale, si dovrà battere il petto, e confessare: “Padre ho peccato perchè sono un cacciatore!” Che pena e che rabbia al tempo stesso. Un pensiero morale può soltanto discendere da una religione o da convenzioni umane. Appare evidente che le religioni giudaico-cristiane non prescrivono in alcun modo di rispettare gli animali come se fossero uomini. Viceversa le convenzioni umane hanno la facoltà di regolare qualsiasi cosa, ma soltanto come dovere di ogni individuo rispetto alla comunità in cui vive. Certo, solo se ciò è regolato dalla legge. Altrimenti provvede l’art.21 della Costituzione della nostra Repubblica. Chi ne ha la voglia può professare la pietà nei confronti degli animali, ma non è assolutamente consentito pretendere qualsiasi fattispecie di diritto oggettivo degli animali nei nostri confronti. Si copre solo di ridicolo chi afferma ed inneggia a diritti inesistenti.
la caccia, oltre ad essere un’attività antidemocratica poichè contraria all’etica della maggior parte delle persone, è un insulto all’evoluzione dell’uomo. Purtroppo alcune persone sono rimaste indietro e ad espiare la colpa della loro piccolezza morale ed intellettuale sono sempre gli esseri viventi più vulnerabili… speriamo che almeno le istituzione prendano coscienza di questo e si adoperino affinchè vengano tutelati non solo i diritti degli animali, ma anche quelli dei cittadini onesti.
STRAGE INUTILE ANACRONISTICA DOVETE ABOLIRLA LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI NON LA VUOLE!!!
hahahahaha….perchè alla fine di ogni vostro discorso non mettete ALLAH ACKBAR(non so come si scrive)……ci sta tutto!!bye bye!!
X eliminatore:
Ti sembrano pochi quelli che vedi in foto? Ma le hai viste le foto dei cacciatori alla manifestazione della settimana scorsa? Se gli animalisti erano pochi, i cacciatori quanti erano, 30? Hmmm dalle foto direi mooooooooolti meno! :)))))))
X lucas,
non mettono “ALLAH ACKBAR” alla fine dei discorsi perchè gli invasati, quelli che girano armati, quelli che credono ciecamente alla loro “fede” (imperniata sul dio-fucile) di cui non riescono a fare a meno, quelli che fanno morti (sia tra gli animali che tra gli umani), non sono gli animalisti… siete voi cacciatori!
Caro Vigor, ma sei sempre con noi!!!!!!
Ti sei fatto scrivere l’articoletto?????
Sai cos’e’ il nichilismo???
Ma vai a giocare col fuciletto.Ti ripeto la fine di un organismo non sei tu che la devi decretare.
La maggior parte degli animalisti , se non sono vegani o vegetariani, cercano di consumare al minimo.
Non uccidono per gioco.
Vai a ballare con gli ORSI se ne hai il coraggio.(vedi tuo messaggio)
X Vigor: bla bla bla bla bla bla bla.
allora….dati forniti stamattina dalle forze dell’ordine,CIRCA 500 PRESENZE!dati forniti dagli organizzatori al gazzettino,UN MIGLIAIO DI PRESENZE!quindi,considerando dalle balle che lac,lipu,enpa e compagnia bella sono abituate a raccontare mettiamo una via di mezzo,posso dire 700??….800??……sempre un bel NULLA!!
a lucas, guarda che io c’ero ma a quella dei cacciatori. meglio che ci stiamo zitti e pensa a stival ha rovinato tutto
Ah Victor!!! Ma quanto sei colto!! Ma facce’ un piacere, va’! chi vorresti impressionare? Ma sparate dove te dico io, che vediamo se dopo li fai ancora tutti sti belli discorsi der c@@@..!
Che tristezza…:( :(
Alessandra…complimenti per i tuoi commenti molto fini…e signorili…..
Lo dicevo che erano 4 gatti bagnati!!!!!
E meno male che quelli che raccontano le balle sono quelli di lipu, lac, enpa! Sulla manifesatzione procaccia di una settimana fa i cacciatori blaterano di 6000 presenze, e se si guardano le foto probabilmente non sono nemmeno 60!!!!! :))) Ma certo, lucas ha i dati forniti dalle forze dell’ordine, lo saprà già! :)))
Ciao Ugo, i cacciatori pur senza acqua non c’erano. Gli animalisti, invece, sotto il diluvio hanno riempito le vie.
Basta con la caccia è una vergogna, crudele, anacronistica. Ma quale cultura,ma quale tradizione, è stata abolita la schiavitù, le donne ora possono votare e presto anche la caccia verrà abolita, per sempre. W VEGAN!!! Questi quattro disgraziati che girano armati per le nostre campagne, nei nostri colli devono essere fermati, sono pericolosi. W la vita, w tutte le vite, BASTA CON LA CACCIA!!!! Se proprio vi piace sparare impallinatevi tra di voi, così almeno avrete fatto qualcosa di veramente utile per la natura!
Che ridere! Ma la GENESI della BIBBIA credo non lasci dubbi sul fatto che gli animali vadano rispettati ma che DIO gli abbia messi sulla terra per l’uomo (Credo sia più dignitoso cacciare animali nati liberi che mangiare animali nati morti come un pollo o un maiale d’allevamento, ecc.). Io non vado a caccia ma mangio volentieri la cacciagione e non credo come leggo che il cacciatore è ignorante, infatti tantissime menti di eccellenza erano cacciatori come: Ernest Hemingway, Wilbur Smith, Giacomo Puccini, Mario Rigoni Stern, Indro Montanelli ecc. ecc. ci sono centinaia di Dottori Ingenieri Avvocati che sono cacciatori. Comunque il mio pensiero è che ci sono pochi animalisti e molti più cacciatori. Alla maggior parte della gente non interessa la questione ci sono cose molto ma molto più importanti a cui pensare.Un saluto a tutti sia cacciatori che animalisti.
Carissimo victor, a me hanno sempre insegnato che alle persone bisogna parlare la lingua che capiscono. E, a quanto vedo, tu hai capito benissimo.
Leggete quello che ha scritto Fabrizio? è la sacrosanta verità…..e di persone illustri e meritevoli che vanno tutt’ora a caccia si potrebbe fare una lista infinita……
Ma no, Antonio, ma cosa dici mai, nella lista ci manchi tu. Ma come è possibile?
Osservo che qualcuno vorrebbe impartire lezioni di cultura, e poi menziona polli mangiati da animalisti. E’ pur vero che chiunque si puo’ autodefinire animalista, anche un cacciatore, ma e’ altrettanto vero che chi rispetta gli animali non li uccide senza necessita’.
Ora, e’ un dato di fatto che l’alimentazione vegetariana puo’ fornirci tutti gli elementi nutritivi di cui abbiamo bisogno; ne segue che non e’ necessario uccidere animali per nutrirci, e dunque chi rispetta gli animali, chi cioe’ e’ effettivamente animalista, non mangia polli.
L’affermazione poi secondo cui “la caccia può anche avere un ruolo nella gestione della fauna selvatica, ad esempio per mantenere la popolazione di una certa specie all’interno delle capacità di sostentamento dell’ambiente ecologico” e’ tanto magniloquente quanto priva di reale fondamento, come estesamente spiegato per es. nei lavori del Prof. Carlo Consiglio.
Mi permetto di riportare alcune considerazioni su danni e sovrappopolazione tratte da una critica al regolamento sulla caccia ai caprioli in provincia di Genova largamente ispirata ai lavori del Prof. Consiglio:
I DANNI
La prima osservazione che va fatta è che la premessa al regolamento non menziona danni riscontrati, ma auspica un intervento di sfoltimento la cui mancata effettuazione “potrebbe causare problematiche legate all’impatto sul territorio agro-silvo-pastorale”. Una motivazione basata su considerazioni ipotetiche e senza esibizione di riscontri concreti pare davvero debole.
La seconda considerazione si rifà al concetto stesso di danno. E’ in realtà molto difficile replicare ad affermazioni talmente inconsistenti ed imprecisate quali quelle contenute nella premessa al regolamento, tuttavia si può ritenere che il legislatore ipotizzi danni alle attività economiche umane, oppure danni all’equilibrio dell’ecosistema.
Per quanto concerne il primo punto, è da ritenersi che l’interesse alla conservazione dell’ecosistema, specialmente nelle aree protette, debba avere la prevalenza sugli interessi economici, che comunque possono essere soddisfatti mediante indennizzi.
Va anche osservato che gli ungulati di cui si tratta (caprioli e daini) non sembrano essere responsabili di danni rilevanti alle attività economiche. Secondo studi effettuati in vari paesi (Svezia, Polonia, Francia, Ungheria, Cecoslovacchia) i danni arrecati dagli ungulati variano normalmente da percentuali infinitesimali fino al 2% della superficie agricola, la maggior parte dei quali attribuibili al cinghiale.
E’ interessante una ricerca effettuata in Francia, che evidenzia in 80 milioni di franchi all’anno (di cui 60 riferibili ai cinghiali) i danni attribuibili alla selvaggina di grandi dimensioni, e in 112 milioni di franchi i danni a persone e cose causati dai cacciatori, sicché se ad essere perseguiti sono gli interessi economici il primo provvedimento da prendere sarebbe quello di “cacciare i cacciatori” e non gli ungulati !
Se invece c’è comunque un interesse ad abbattere gli ungulati per aumentare le rendite ottenibili dallo sfruttamento economico del territorio, allora sarebbe corretto dire chiaramente che l’abbattimento viene effettuato per fini di speculazione economica e non per restaurare o conservare un supposto equilibrio.
Per quanto concerne invece l’equilibrio dell’ecosistema, i danni sarebbero causati dal brucamento delle piantine da parte dei cervidi, che comprometterebbe il rinnovamento forestale e ridurrebbe la varietà di specie presenti.
Va osservato che gli studi sul tema non sono affatto univoci nell’indicare la presenza di questi danni, che comunque sono spesso inferiori a quelli causati da altri fattori (il gelo, ad esempio); in particolare, non sussistono evidenze di mancato rinnovamento forestale nelle zone abitate da ungulati. Anche gli studi dove vengono indicati i danni più significativi si riferiscono normalmente ad aree dove esistono anche rilevanti presenze di bovini ed ovini, sicché pare del tutto arbitrario attribuire la responsabilità dei danni esclusivamente agli ungulati.
Occorre anche comprendere che necessariamente le foreste popolate da grandi mammiferi hanno un aspetto e una composizione diversi dalle foreste in cui tali animali non sono presenti, ma questo fatto di per sè non è né dannoso né indesiderabile, anzi è del tutto “naturale” nel senso più proprio del termine.
Va infine notato che, se si ritiene che il principale problema sia il danno alle foreste, la caccia, ben lungi dal risolverlo, lo amplifica, in quanto in presenza di attività venatoria gli animali tendono ad evitare i prati aperti e a rifugiarsi nelle foreste, concentrando la loro alimentazione in esse, con massimizzazione quindi dei danni, e di ciò sussiste documentazione relativa ad osservazioni effettuate in Canada, in Danimarca ed in Nuova Zelanda.
LA SOVRAPPOPOLAZIONE
La premessa al regolamento indica tra gli scopi perseguiti anche quello di evitare una “eccessiva densità”, o sovrappopolazione che dir si voglia, e l’art. 1 indica il fine di “ottenere popolazioni animali sane”.
Il termine “sovrappopolazione” è stato usato in letteratura con quattro diversi significati:
1)gli animali minacciano la vita ed il benessere degli umani;
2)gli animali deprimono la densità di specie favorite;
3)gli animali sono troppo numerosi per il loro bene;
4)il sistema di piante ed animali è fuori equilibrio.
Dal punto di vista ecologico l’unico vero problema sarebbe quello di cui al punto 4), che peraltro è di rarissimo accadimento; anche quando si verifica, l’ecosistema è in grado di ritrovare il suo equilibrio senza intervento umano.
I punti 1) e 2) sono già stati sommariamente affrontati parlando dei danni.
Per quanto concerne il punto 3), non sussistono prove che le malattie, che talora colpiscono gli ungulati selvatici, siano favorite dall’alto numero di individui. I valori di densità comunemente indicati come accettabili per il benessere della popolazione sono in realtà del tutto arbitrari.
In Francia sono stati effettuati vari studi, in occasione di epidemie che hanno colpito camosci e stambecchi; le stesse sono regredite spontaneamente fino ad estinguersi, senza ricorrere ad abbattimenti. Anche nelle zone dove si è fatto ricorso ad abbattimenti le epidemie si sono nel tempo estinte, ma non c’è nessuna prova del nesso causale tra gli abbattimenti e l’estinzione delle epidemie.
Si potrebbe naturalmente proseguire, ma in realta’ il punto chiave e’ quello etico: chi uccide senza necessita’, e anzi per divertirsi, che cos’e’ se non uno str…aordinario esempio di incivilta’?
Sicuramente uno come te, non conoscerà nessuno di quei mitici personaggi mensionati da fabrizio……di conseguenza io risulto per te il più famoso dei cacciatori che conosci…….
Poveri illusi!!
dai antonio si scherza, ma sempre così arrabbiato sei? ma cosa ti ha fatto il mondo? dai, vatti a fare una birretta.
Cari colleghi cacciatori…gli animalisti mi hanno convinto da domani nn vado piu’ a caccia…basta!!!! …………………
ci vado sabato,domenica e lunedi’…….:)
cari colleghi animalisti … i cacciatori mi hanno convinto. hanno un sacco di tempo da perdere e nei loro sondaggi tra gli amici mettono anche i frequentatori delle loro case … quando vanno a caccia …
Scusa Andrea Argenton non è assolutamente come dici tu! Sei troppo chiuso mentalmente secondo me, scusa se mi permetto. Ci sono tanti cacciatori che vanno a caccia è quello che prendono lo mangiano, evitando magari di andare la sera a comprare un pollo. Non capisco la differenza di uccidere un colombaccio o un pollo. Eticamente come dici tu è più naturale mangiare un cinghiale o un colombaccio cacciato e lottato personalmente che andare al supermercato a comperare un coniglio nato già morto in una gabbia 10×10. Solo un vegetariano può fare la morale a un cacciatore dicendogli che è un assassino ma dall’altra parte un cacciatore può dire al vegetariano che l’uomo è onnivoro e mangia anche la carne, altrimenti sarebbe erbivoro. Non capisco tutto questo fondamentalismo animalista che c’è in Italia. Ognuno è libero di fare quello che vuole nel rispetto delle leggi e se non mi sbaglio nella costituzione la caccia e consentita e regolamentata rigidamente. Se come dicono tanti la maggior parte degli Italiani è contro la caccia nel 92 era stata abolita, non credete. Ho letto alcuni sondaggi e mi è venuto da ridere, dipende sempre come vengono impostate le domande e normale, credo che se venisse chiesto agli Italiani se sono a favore di una caccia regolamentata dove il cacciatore è anche sentinella la maggior parte direbbe di Si. Poi ci sono anche cacciatori che non rispettano le regole e che fanno quello che gli pare, quelli vanno eliminati senza ma e senza se.
fabrizio:”Fare quello che si vuole anche rispetto delle vite delle altre creature.”
Gli italiani NON vogliono la caccia.
Questo lo dite voi!….cara Stefania!
Scusa Fabrizio ma io penso invece che sia tu a dire cose sbagliate.
Parli di colombacci “lottati personalmente”, non ti pare un po’ ridicolo? Quante possibilita’ ha il colombaccio di vincere la lotta e di ucciderti? Vogliamo citare i cinghiali? Quanti cinghiali sono uccisi ogni anno dai cacciatori? E quanti cacciatori invece dai cinghiali? Se ne muore uno ogni dieci anni e’ notiziona da giornali, sono molti di piu’ invece i cacciatori uccisi da altri cacciatori…
E non parliamo poi del fatto che una percentuale sempre piu’ rilevante di animali cacciati e’ composta da esemplari sprovveduti che escono proprio dagli allevamenti che a parole detesti (parlo di cinghiali, lepri, quaglie, starne, pernici, fagiani e quant’altro, o questo si preferisce ignorarlo?).
Di che lotta insomma vai parlando? E’ una prolungata fucilazione condotta per mesi da un plotone di esecuzione di 700.000 persone, altro che lotta.
Quanto all’essere onnivori, questo vuole dire potere mangiare di tutto, non “dovere” mangiare di tutto, la scelta la dovrebbe dettare appunto l’etica, e l’etica di chi uccide senza necessita’ chi vorrebbe vivere la sua vita e’ un’etica di violenza, cioe’ una non-etica.
Non condivido nemmeno l’idea secondo cui “ognuno è libero di fare quello che vuole nel rispetto delle leggi”; nemmeno tanti anni fa anche noi avevamo le leggi razziali, tu saresti stato un razzista nel rispetto delle leggi?
Vedi io è te abbiamo una visone diversa della vita ma non per questo uno non deve rispettare l’altro. E non vanno usate parole come assassino o cose simili (non nel tua caso ma persone che la pensano come te). Per me non è ridicolo preferire una morte animale allo stato libero che una morte animale allo stato di allevamento intensivo come i polli i maiali ecc. ecc. Poi il fagiano lasciato di allevamento, come sento dire da tanti amici cacciatori, è la non caccia per eccellenza questa si da eliminare. La cosa comunque fondamentale da dire che un animalista non comprende un cacciatore e un cacciatore non comprende un animalista perchè per uno la vita animale viene considerata come la vita umana dall’altro la vita animale e a servizio della vita umana. Come un asino che porta la legna o un tacchino che viene macellato e messo dentro un supermercato. Chi è vegetariano comprende ancora meno questo discorso ma come si dice, la vita è bella perchè è varia, ognuno si comporta a propria coscenza e nella mia uccidere un’animale e poi mangiarlo (come fa un cacciatore) o andare al supermercato a comprare un pollo ucciso da un’altro non fa differenza. La differenza è farlo rispettando il creato, e ringraziarlo di ogni cosa che ci offre. Per chiudere non credo che un’animale selvatico sia facile da prendere anche con un fucile. La natura è straordinaria per questo.
La questione non e’ tanto il rispettare l’altro quanto il rispettare le azioni dell’altro, e perche’ mai si dovrebbe rispettare l’uccidere senza necessita’ o addirittura per divertimento?
La questione dell’uccidere un animale libero o da allevamento e’ secondaria e serve solo a distrarre l’attenzione dal tema etico rilevante, cioe’ quello del diritto di uccidere.
Chi ritiene di avere diritto di cacciare gli animali non umani e in genere di “usarli” perche’ li ritiene al nostro servizio dovrebbe spiegare chiaramente quale caratteristica distintiva secondo loro li legittima ad usarli nei palii, ad ucciderli per mangiarli o per trasformarli in capi di abbigliamento, ad ucciderli appunto per divertimento come nel caso della caccia, ad usarli e di fatto torturarli per esperimenti medici e insomma a disporre di loro come mai normalmente faremmo di esseri umani.
Quale e’ quella caratteristica che appartiene a tutti gli umani e a nessun altro animale?
Certo non possiamo cavarcela semplicemente dicendo che noi siamo esseri umani e loro no, perche’ allora sarebbe giustificato anche il razzismo (noi siamo bianchi, le popolazioni di colore no), il maschilismo (noi siamo uomini, le donne no) e via di seguito.
Questo quesito lo pongo spesso, senza mai avere risposte convincenti.
La coscenza. Spero che basta avere un cane per capire di cosa parlo. Un animale non rispetta le regole della propria coscenza ma le regole della natura. Tu hai il dono immenso della coscenza di decidere cosa fare, un animale no, si comporta solo per istinto. Sicuramente non sei credente per quello che dici però io ho trovato immense le parole dette dalla Madonna in Bosnia su una delle ultime apparizioni, quando parla di coscenza umana.