GEAPRESS – Zaia e Stival (rispettivamente a sinistra e a destra nella foto di un loro volantino elettorale) mettano da parte i loro soldi, dovranno essere loro a pagare la multa che arriverà dall’Europa. Questo promette l’Eurodeputato veneto dell’IdV Andrea Zanoni, allo scadere del mese di tempo che la Commissione Europea aveva dato all’Italia per una decisa risposta in merito alle cacce in deroga.

Arriviamo alla scadenza, con la Lombardia che ha ritirato la sua legge e il Veneto di Zaia e Stival che conferma tutto. Un atto irresponsabile che rischia di fare precipitare sulle tasche dei cittadini  una megamulta per la quale mi impegno a fare tutto il possibile affinché siano loro a pagarla” ha dichiarato l’On.le Zanoni.

La Commissione europea, infatti, a seguito della già avvenuta condanna della Corte di Giustizia in merito alla caccia a specie protette e particolarmente protette (caccia in deroga) aveva rilevato come l’Italia avesse solo formalmente recepito i parametri, ai quali avrebbe dovuto adeguarsi dopo la condanna. Ed invece, anche con la lettera di avviso di messa in mora dell’Unione Europea, il Veneto, grazie alla Giunta Zaia e all’Assessore Stival in particolare, continua ostinatamente a mantenere tale tipo di attività venatoria.

In un articolo apparso sul Giornale di Vicenza di oggi  l’Assessore Stival non solo conferma la sua scelta ma annuncia anche come il Ministro dell’Ambiente Clini avrebbe fatto proprie, innanzi all’Europa, le motivazioni addotte dalla Regione Veneto. 

Ritengo inverosimile – ha commentato l’On.le Zanoni – che il Ministro Clini abbia acquisito le motivazioni di una Regione che è già condannata dalla Corte di Giustizia europea”. Zanoni però, va giù ancora più duro entrando nel merito della credibilità delle dichiarazioni di Stival. “Ha pure dichiarato – continua Zanoni – che negli ultimi due anni la normativa sulla caccia in deroga veneta è stata sottoposta a giudizio di TAR, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale, risultando sempre legittimata. Non so quale film abbia visto Stival, di sicuro – commenta ironico Zanoni – non doveva essere molto sintonizzato sulle comunicazioni dei Giudici, visto che per quanto riguarda TAR e Consiglio di Stato, non vi è stato ancora alcun giudizio di merito. La Corte Costituzionale, poi, ha rilevato un vizio procedurale ed anch’essa non ha emesso alcun giudizio“.

Zanoni ha annunciato che appena arriverà la multa dell’Unione Europea predisporrà quanto necessario affinché la Corte di Conti affligga le tasche dei politici veneti e non dei cittadini incolpevoli che stanno subendo una vera e propria legalizzazione del bracconaggio.
 
Ve ne è abbastanza per una denuncia penale alla Procura della Repubblica – ha aggiunto Zanoni – perché il tutto sembra che stia assumendo i connotati di una vera e propria istigazione. Vorrei semplicemente ricordare che quella che Zaia e Stival chiamano caccia legittimata, nel resto dell’Italia è un reato“.

Vi è però un punto in particolare che rende incontenibile le critiche di Zanoni. Stival, infatti, ha richiamato una sorta di inaccettabile “controllo personale” sul cacciatore qualora (come invece avviene per la caccia ordinariamente consentita) fosse imposto l’obbligo di annotare subito gli animali abbattuti.

Ci rendiamo conto di quello che sta dicendo Stival? – sbotta Zanoni – Posso solo sperare che si tratti di un errore di trascrizione del giornale, anche se conoscendo Stival ho i miei dubbi“.

Proprio sulla caccia in deroga, come documentato dai protezionisti con un agghiacciante video girato a Brescia sul Colle San Zeno (vedi video e articolo Geapress)  avvengono, secondo le Associazioni ambientaliste, le stragi più efferate. “E Stival cosa fa? – si chiede Zanoni –  Richiama una sua personale visione della legge sulla privacy per consentire di non appuntare subito gli animali abbattuti!”.

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