GEAPRESS – 124.200 storni, 235.700 fringuelli, 29.300 peppole, 9.800 frosoni, 16.000 pispole, 111.400 prispoloni. Sono l’incredibile numero di specie protette (ammesso che mai qualcuno riuscirà a controllare tutti i cacciatori) che il Governatore Zaia si appresta a far uccidere in Veneto per la prossima stagione venatoria …. in deroga. Provvedimenti venatori che dovrebbero avere caratteri di eccezionalità, se non di unicità, solo dopo motivate decisioni. Il Veneto, invece, continua ad autorizzare le cacce in deroga nonostante le bocciatura non solo della Corte Costituzionale, ma anche della Corte di Giustizia Europea.

Di oggi la notizia che la VI Commissione Consiliare ha espresso parere favorevole alla Delibera, un provvedimento che sarà emanato poco prima dell’inizio della stagione di caccia ai migratori (ovvero per evitare la possibile impugnativa del TAR) che, per il Veneto, riguarda prevalentemente il mese di ottobre.

A denunciare il tutto il neo-proclamato eurodeputato di Italia dei Valori Andrea Zanoni che minaccia, nel caso di approvazione della Delibera Zaia, di portare il tutto all’esame della Commissione Europea. “L’ennesima violazione – dice l’europarlamentare – della Direttiva Comunitaria ‘Uccelli’ ”.

Violazioni reiterate, considerato come la Corte di Giustizia Europea, proprio su una precedente Delibera della Regione Veneto, ha già condannato l’Italia. Zanoni ricorda, a questo proposito, come le multe non saranno pagate da Zaia né dai cacciatori, ma bensì dai cittadini tutti.

Zaia – ha ricodato Zanoni – continua a legiferare in totale sfregio delle norme comunitarie. Il governatore dimostra di voler assecondare le istanze di una minoranza come quella dei cacciatori in deroga, a danno di centinaia di migliaia di uccelli protetti. Tutti i cittadini – ha concluso Zanoni – dovranno pagare di tasca loro le salate sanzioni dell’Unione Europea“.

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