GeaPress – Tutto come previsto. Nonostante la Corte Costituzionale, la Corte di Giustizia Europea ed il povero ufficio legale della Regione Veneto che si era espresso negativamente, la Giunta Regionale ha dato il via libera alla Delibera “sparapasseri”. Persino la scrittrice Dacia Maraini aveva scritto al Presidente Zaia per chiedergli di non firmare il provvedimento sulle cacce in deroga (vedi articolo GeaPress).

Ma niente da fare, da domani si potrà sparare alle specie vietate quali storno, fringuello, peppola, frosone, pisposla e prispolone.

Già pronto il ricorso al TAR degli ambientalisti. Stranamente, però, i primi ad essere scoraggiati sono i politici che a nome del partito, o addirittura per storica difesa di parte, vogliono la caccia in deroga. Incredibilmente non gioiscono, anzi danno per scontato che il TAR sconquasserà la delibera “sparapasseri”.

Secondo il Consigliere Regionale dell’UDC Stefano Peraro, infatti, dopo “ben sei sedute dell’assemblea veneta (e sorvoliamo sui costi che esse hanno comportato) si è giunti a una delibera che consentirà ai cacciatori di cacciare alle specie “in deroga” al massimo per tre o quattro giornate“.

Finanche l’Europarlamentare Sergio Berlato (Pdl) paladino dei cacciatori veneti, ha dichiarato che con questa delibera “i giudici avranno buon gioco nel sospenderne l’efficacia e con essa la cacciabilità di tutte le specie in deroga“.

Appena il tempo di un fine settimana o poco più. Quanto basta ad ammazzare migliaia di piccolissimi uccelli canori. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).