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GEAPRESS – Intervento polemico del Consigliere Regionale del Veneto Andrea Zanoni (PD), sul progetto di legge regionale n.54 avente ad oggetto “Appostamenti precari ad uso venatorio”. Il testo, accusato da Zanoni di estremismo venatorio, sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale, mercoledì 25 novembre alle ore 14.00.

Secondo Zanoni, a differenza di quanto riportato nella titolazione, si tratta di appostamenti per la caccia ai Colombacci che di fatto risulterebbero essere “vere e proprie costruzioni che non hanno nulla di precario e che, come risulta dallo stesso progetto di legge potranno essere alte fino al “limite frondoso degli alberi”, perciò anche venti metri e più, e potranno avere una base di addirittura 4 per 3 metri, pari a 12 metri quadri: la dimensione di una camera da letto!”

Critiche vengono inoltre espresse per quelle che vengono definite esenzioni in tema edilizio. In particolare Zanoni ricorda l’omessa richiesta di titolo abilitativo edilizio e la non assoggettabilità ad autorizzazione paesaggistica.

Va detto – ha dichiarato Zanoni – che questo è l’ennesimo tentativo di deroga per i cacciatori che farà il Consiglio regionale dato che la Corte Costituzionale, con sentenza n.139 del 2013 aveva già dichiarato incostituzionale una legge del Consiglio Regionale del Veneto, la L.R.25/2012, pressoché uguale a questo progetto di legge, bocciata dalla Corte perché “non compete al legislatore regionale disciplinare ipotesi di esenzione”.

Secondo il Consigliere PD, però, vi sarebbe un’altra insidia relativa alla previsione di una nuova tipologia di appostamenti di caccia, quelli “allestiti a terra” . La Legge nazionale, la L.157/92, detta LEGGE QUADRO sulla caccia, prevede infatti tre tipologie di appostamento: 1) fisso; 2) temporaneo; 3) appostamenti per la caccia ad ungulati e colombaccio. Il progetto di legge in esame oltre a prevedere gli appostamenti per i Colombacci prevede anche una novità: “gli appostamenti precari di caccia allestiti a terra” non contemplati dall’ordinamento nazionale e che quindi sarebbero in deroga anche alla legge quadro sulla caccia.

Risulta evidente – ha affermato Zanoni – che questo nella pratica si tramuterà nell’ennesimo regalo ai cacciatori di uccelli migratori, soprattutto a quelli che attualmente esercitano la caccia da appostamento fisso i quali, grazie ad una semplice comunicazione al Comune, potranno esercitare la caccia in un appostamento che per legge è precario ma nella realtà sara stabilmente fisso per tutta la stagione venatoria. Quindi – ha aggiunto il Consigliere – niente più pagamento della tassa annuale per l’appostamento fisso; niente più opzione di caccia cioè il dover esercitare la caccia esclusivamente da appostamento fisso potendola quindi esercitare anche in forma vagante; impossibilità per le Province di pianificare (tramite il piano faunistico venatorio) dove poter installare gli appostamenti fissi, il tutto in violazione delle precise disposizioni previste dalla legge statale sulla caccia, la 157/92. Viene poi previsto che la comunicazione dell’avvenuta realizzazione dell’appostamento al Comune, possa essere fatta a posteriori, addirittura fino dopo 30 giorni. E’ assurdo che si possa comunicare al comune la realizzazione di una costruzione del genere a cose fatte cioè a posteriori. In questo modo si impedisce al comune di poter chiedere chiarimenti o dare prescrizioni in base ai propri strumenti urbanistici”.

Un lungo elenco di criticità, sempre ad avviso di Zanoni che, nella sua nota, aggiunge anche la mancata richiesta al cacciatore l’esibizione di un documento che attesti la proprietà del fondo o il titolo di conduttore del fondo per poter realizzare queste costruzioni in un determinato terreno. Questo nonostante durante le audizioni in commissione consigliare i rappresentanti del mondo agricolo avessero richiesto precise disposizioni in merito. In ultimo viene richiesta una planimetria indicante l’ubicazione dell’appostamento in scala 1:25.000 e non almeno 1:2.000 che consentirebbe agli enti e agli addetti di vigilanza di individuare più facilmente l’ubicazione dell’appostamento.

Ricordo – ha concluso il Consigliere Zanoni – che questa legge viene calendarizzata in un contesto molto delicato perché il Veneto, assieme ad altre regioni italiane, è sotto il mirino della Commissione Europea che ha aperto una procedura di pre-infrazione (Pilot EU PILOT 6955/14/ENVI – CALENDARI VENATORI) attivata nell’ottobre del 2014, in merito alla non corretta formulazione dei Calendari venatori in relazione alla rispondenza di questi alla direttiva “Uccelli” 2009/147/CE”.

 

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