GEAPRESS – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali, ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale la legge della Regione Veneto n. 25 del 6 luglio 2012, recante “Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50″. Si tratta della legge relativa alle “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”, ed interessata ora dall’intervento del Consiglio dei Ministri nella parte relativa agli appostamenti destinati alla caccia.

In pratica, secondo la Regione Veneto, tali manufatti andrebbero esclusi dall’autorizzazione paesaggistica e realizzati anche in assenza di titolo. Un contrasto, secondo il Consiglio dei Ministri, sia con le norme del Codice di beni culturali, ma anche con le disposizioni statali in materia di governo del territorio.

L’impugnativa di tale disposizione è stata più volte sostenuta dalla LAC, la Lega Abolizione Caccia che ora soddisfatta così commenta: “i cacciatori non sono cittadini di rango superiore, e anche le loro strutture (palchi, altane, appostamenti di caccia vari) non possono essere esentate dalle autorizzazioni edilizie e paesistiche. Confidiamo che la Corte Costituzionale ponga rimedio a questo abuso del Consiglio Regionale Veneto“.

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