cervo testa
GEAPRESS – Secondo un comunicato diffuso dall’Eurodeputato Andrea Zanoni è lo stesso Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato  a schierarsi per la riduzione degli ungulati della Foresta del Consiglio, tramite la loro uccisione. Per Zanoni, però, nonostante l’ok della Forestale veneta, si è comunque davanti ad un inutile massacro.

Domani, i Sindaci dei Comuni di Fregona (TV), Tambre (BL), Farra d’Alpago (BL) e la Giunta regionale veneta si troveranno per decidere i tempi di abbattimento dei Cervi (Cervus Elaphus Elaphus) dell’altopiano del Cansiglio. Il Corpo Forestale dello Stato che gestisce sul Cansiglio le riserve integrali si è schierato per l’uccisione degli animali, ribadisce Zanoni. Tremila animali, secondo la Forestale, i quali causerebbero danni alle plantule dei faggi e agli allevatori di bovini.

Dunque 1200 cervi dovrebbero essere abbattuti. Questo nonostante sia stato ammesso che nessun preciso censimento sembra essere stato compiuto. Si comincia con 400 cervi in un anno.

Sulla vicenda infuriano ora le polemiche. Per Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, lo stesso Comando dovrebbe occuparsi anche delle discariche inquinanti presenti in particolare nella provincia di Treviso. “Le discariche ormai da tempo – ha dichiarato l’On.le Zanoni – hanno avvelenato la falda acquifera, ma né le Province né la Regione né lo Stato sono ancora intervenuti per la bonifica e la messa in sicurezza. Una delle fonti economiche del Cansiglio è l’eco turismo: tanto è vero che sull’altopiano si registra una seconda stagione di visitatori che coincide con il periodo degli amori dei Cervi, quando migliaia di cittadini e intere classi di studenti arrivano per sentire il bramito di questi splendidi ungulati. Occorre puntare sull’eco turismo e non si può entrare nella Foresta, dove dai tempi della Repubblica Serenissima la caccia è vietata, con doppiette, fucili e armamenti vari”.

Le alternative al massacro, ad avviso di Zanoni, esistono. Il trasferimento di un certo numero di animali in altri Parchi, ad esempio. Già nel 2010, in provincia di Avellino, c’era stata la disponibilità del Comune di Cervinara ma anche l’auspicabile presenza dei lupi i quali, ad avviso dell’Europarlamentare, contribuirebbero e riequilibrare l’ecosistema. “La decisione di abbattere questi Cervi non è suffragata da alcun censimento che stabilisca in modo certo il numero di esemplari presenti – ha concluso Zanoni – È quindi assolutamente priva di ogni presupposto tecnico – scientifico e perciò a mio avviso assolutamente illegittima”.

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