GEAPRESS – Sarà un caso, ma appena l’avvocatura regionale ha confermato l’ipotesi che a pagare le multe europee sulla caccia in deroga saranno gli stessi politici veneti, la IV Commissione consiliare rinvia la decisione per la seconda volta in pochi giorni. Un provvedimento propedeutico alla delibera di Giunta che dovrebbe autorizzare la morte di decine di migliaia di uccelli appartenenti a specie protette, rimane così fermo in Commissione.

In definitiva, commenta l’Eurodeputato Andrea Zanoni, “la Regione è pronta a tutto, ma quando si tocca la tasca di assessori e consiglieri prevale il buon senso“. La gestione del buon padre di famiglia, se così si può dire, è quella che ottempera alle disposizioni di legge nazionali e comunitarie, salvando la vita agli animali ed impedendo l’arrivo delle multe europee. Finora chi ha sbagliato non ha pagato. E’ giunto il momento di invertire la rotta. Un “teorema”, quello di Zanoni, che nei giorni scorsi aveva trovato riscontro anche nelle stesse parole del Procuratore Capo della Corte dei Conti che aveva sottolineato la possibilità del pagamento … ad personam.

Non solo l’Italia risulta già essere stata condannata dalla Corte di Giustizia europea proprio sulle cacce in deroga, ma dagli uffici europei era arrivata pure la seconda messa in mora. Tasche pronte ad aprirsi, dunque. Facciamo in modo, però, che non siano quelle degli incolpevoli cittadini ma solo dei politici dei favoritismi venatori. Questo, in sintesi, il “teorema Zanoni” che evidentemente, dopo il parere sfavorevole dell’Avvocatura al quesito posto dalla stessa Commissione, ottiene con il nuovo rinvio un nuovo punto a favore. Nel frattempo la stagione delle migrazioni va avanti, gli uccelli migrano e le cacce in deroga sono ferme.

Ma cosa ha detto l’avvocatura regionale? Secondo l’Avvocato Patrizia Petralia, “nell’ipotesi di condanna dello Stato italiano e successiva rivalsa nei confronti della Regione, si apre la possibilità per la Corte dei Conti di azionare la procedura di responsabilità amministrativa per danno erariale nei confronti di quest’ultima“. Questo, infatti, il passo saliente dell’avvocatura. Viene da chiedersi a questo punto chi, a nome della Regione, deve pagare. “Nel caso di deliberazioni di organi collegiali, la responsabilità si imputa esclusivamente a coloro che hanno espresso voto favorevole” e “analogamente gli organi politici potranno essere chiamati a rispondere dei danni arrecati all’amministrazione“. Dunque gli avvocati della Regione mettono in avviso i consiglieri i quali, guarda caso, temporeggiano. Va detto, a questo proposito, che già nel passato gli uffici tecnici della Regione, si erano opposti a tali deliberazioni. I Consiglieri filo caccia allora non avevano tenuto in alcun conto il parere. Ora, con il “teorema Zanoni” le cose stanno cambiando.

La svolta, in Commissione, è avvenuta questa mattina, quando il consigliere IdV Gennaro Marotta ha chiesto fermamente il ritiro della delibera e la sua bocciatura definitiva.

L’esposto alla Corte dei Conti è già pronto sul mio tavolo, mancano solo i nomi dei consiglieri o assessori regionali che avranno l’irresponsabilità di votare sì a questa delibera illegittima”, incalza Zanoni che cita lo stesso parere dell’avvocatura regionale secondo cui “l’impatto del provvedimento riecheggia i contenuti che hanno dato l’avvio alla procedura di verifica del giudicato già contestata alla regione nel novembre dello scorso anno” (sentenza della Corte di Giustizia Ue ).

C’è un accanimento quasi grottesco della Giunta Zaia contro il diritto comunitario per favorire i cacciatori e la caccia – attacca Zanoni – Se la giunta Zaia affrontasse con la stessa energia, emergenza, vigore, pool di avvocati e risorse le questioni del lavoro e disoccupazione giovanile, sono sicuro che in Veneto ci sarebbero molti disoccupati in meno. Basti pensare che, dopo la bocciatura del TAR, per far approvare la seconda delibera del calendario venatorio, giovedì scorso Zaia ha avuto il coraggio di fissare una convocazione urgente della Giunta addirittura presso l’ospedale di Camposampiero (PD) dove si trovava a inaugurare alcune sale operatorie”.

L’Eurodeputato conclude con un’ultima considerazione: “Mi auguro che di fronte al parere dell’avvocatura regionale, consiglieri e assessori facciano un passo indietro, anche se è scandaloso che per riportare il buon senso in Regione Veneto si sia dovuto toccare direttamente il portafogli degli amministratori, mentre in passato il rischio che a pagare siano tutti i cittadini veneti non è servito a bloccare la caccia in deroga”.

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