GEAPRESS – Rischio multe e forse non solo. La decisione di rinviare la discussione sulla caccia in deroga, adottata ieri dalla Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale veneto, potrebbe aver tenuto conto anche dello stravolgimento del calendario venatorio (vedi articolo GeaPress). Fatto, quest’ultimo, avvenuto grazie al ricorso presentato dalle Associazioni. Tra i numerosi effetti del ricorso, infatti, anche la riduzione delle specie cacciabili da 44 a venti. Meno della metà dunque. Quanto basta per destare un minimo di precauzione prima di consentire la caccia anche a specie protette e particolarmente protette (caccia in deroga) già oggetto di pesanti interventi della Corte di Giustizia europea e del Commissario Europeo all’Ambiente che ha fatto diretto riferimento alla possibilità di pesanti sanzioni.
Sta di fatto che la Commissione Agricoltura ha ora subordinato il suo intervento ad un parere dell’Avvocatura della Regione. Questo al fine di valutare ”eventuali responsabilità civili e penali” che deriverebbero dall’approvazione di tale norma, ”anche in relazione con la sentenza di condanna già pronunciata nel 2010 dalla Corte di Giustizia Europea”.

Un richiamo, quello delle responsabilità civili e penali, che non può non ricollegarsi all’attività dell’europarlamentare veneto Andrea Zanoni (IdV), da sempre vicino alle tematiche protezionistiche. Nei giorni scorsi Zanoni aveva finanche incontrato il il Procuratore Capo della Corte dei Conti di Venezia, Dott. Carmine Scarano. Il Procuratore aveva confermato, stante quanto riferito da Zanoni, la possibilità di far pagare personalmente ai responsabili regionali le eventuali sanzioni europee sulla caccia in deroga come previsto dalla legge italiana numero 11 del 2005.

Forse le centinaia di milioni di euro in tal maniera imputabili, hanno determinato il rinvio della decisione che avrebbe aperto la strada alla mattanza autorizzata con Delibera di Giunta ma anche al corposo prelievo non più alle tasche dei cittadini tutti ma a chi direttamente responsabile dell’approvazione di un provvedimento con vizio di legittimità.

Ora, in Consiglio Regionale, si parla apertamente non solo dei voti contrari delle opposizioni ma anche di tradimenti in casa PdL. Agevolazioni in casa dei cacciatori facilmente riconducibili nell’asse Lega Nord Stival-Zaia-Tosi e, per quanto riguarda il PdL, nelle posizioni Berlato-Donazzan, quest’ultima Assessore regionale del Veneto. Soprattutto per il Pdl l’atteggiamento filo caccia riguarderebbe solo una parte dello schieramento, a dire il vero fratturato da recenti e note polemiche tra gli stessi esponenti.

La paura fa novanta – ha riferito l’On.le Zanoni – I consiglieri, terrorizzati dall’eventualità di dover pagare di tasca loro le multe europee, hanno preferito rinviare la votazione. Comunque vada, abbiamo assicurato il passaggio incolume a centinaia di migliaia di fringuelli nei cieli veneti almeno per un’altra settimana visto l’attuale periodo di massimo picco migratorio”.

Dunque, stante così le cose, il “teorema Zanoni” parrebbe proprio stare avendo successo.

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