appostamento fisso
GEAPRESS – Con 26 voti a favore, 2 contrari e 14 astenuti il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge n. 117 presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia/AN/MCR, Sergio Berlato, per la modifica della legge regionale n. 50/1993 relativamente agli appostamenti fissi ad uso venatorio.

Un provvedimento che era stato duramente criticato dalle associazioni che avevano visto in ciò l’ennesimo favoritismo venatorio praticato tramite l’esenzione delle norme edilizie. Il Consigliere Andrea Zanoni (PD) aveva riferito di appostamenti grandi come casette.

Di parere opposto è ovviamente il Consigliere Berlato secondo il quale “l’obiettivo del provvedimento è quello di ristabilire, anche in questo caso, la certezza del diritto per tutti coloro che praticano l’attività venatoria, esplicitamente prevista dalle Direttive comunitarie e regolamentata dalle normative nazionali e regionali vigenti. Fino a questo momento – ha ricordato il relatore – la Regione del Veneto ha regolamentato tutti i tipi di appostamenti, tranne quelli fissi senza richiami vivi e quelli fissi per la caccia ai colombacci. Con questo provvedimento si rimuovono situazioni di incertezza determinate dal succedersi di normative regionali e di interventi della Corte Costituzionale”.

In partica, riporta la nota emanata dallo stesso Consiglio Regionale, il provvedimento prevede che gli appostamenti fissi, la cui installazione è strettamente funzionale all’attività per la durata dell’autorizzazione stessa, non devono comportare alterazione permanente dello stato dei luoghi, devono avere natura precaria, realizzati con particolari materiali e osservare determinate dimensioni: per gli appostamenti fissi di caccia allestiti a terra una base di 12 metri quadrati e un’altezza dal piano di calpestio di 3 metri; per gli appostamenti fissi per la caccia ai colombacci una base di 12 metri quadrati e un’altezza massima non superiore al limite frondoso degli alberi.

Per Zanoni, però, sarebbe stato così stravolta la norma nazionale del collegato ambientale, mentre per la LIPU e la LAC verrebbero così cancellati i vincoli edilizi e paesaggistici  per appostamenti di caccia fissi.

Un appostamento fisso – riferiscono LAC e LIPU –  dura per sempre, o quanto meno per tutta la carriera venatoria del cacciatore e quindi non dovrà essere smontato a fine stagione di caccia. Le dimensioni proposte sono di 12 metri quadri per ogni appostamento , una piccola villetta insomma che andrà a stravolgere e deteriorare  il paesaggio e come spesso succede  si presterà ad abusivismi di ogni genere . Questa “villetta” potrà poi essere usata in ogni momento dell’anno come casa vacanza. Infatti 12 metri quadri è la dimensione di una stanza media  dove potrà starci anche una cucina; si potranno così usare fuochi e bombole a gas in zone dove la vegetazione è lussureggiante rischiando incendi”.

Con questo sistema – affermano le associazioni – vengono anche scavalcati i comuni titolari di autorizzazioni edilizie . Rischiamo così di trovarci un mega appostamento fisso di fronte casa o in aree a soggette a vincolo paesaggistico”.

La norma votata oggi è passata con i voti favorevoli di Lega Nord, Lista Zaia, Forza Italia, Indipendenza Veneta, Liste Tosi, astenuti il M5S, PD, Lista Alessandra Moretti Presidente. Unici contrari Andrea Zanoni (PD) e Patrizia Bartelle M5S.

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