GEAPRESS – Dopo gli ultimi successi della Polizia Provinciale di Vicenza nella lotta ai reati venatori, arriva ora la proposta inaspettata del Coordinamento Protezionista Veneto. “La Polizia Provinciale va regionalizzata” afferma Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento Protezionista Veneto.  L’intervento di Rizzi segue di poco l’ultima operazione congiunta condotta dalle rispettive Polizie tra le province di Vicenza e Verona.

Proprio su quest’ultima operazione fa leva Renzo Rizzi, ovvero sulla difficoltà prima d’ora esistente nell’intervenire in un territorio dove il bracconaggio rappresenta un fenomeno senza soluzione di continuità. Tra Verona e Vicenza, ma anche tra Venezia e Padova. In questo caso, prima dell’intervento congiunto, la repressione del bracconaggio assumeva toni surreali. Ai due lati di una canale al confine tra le due province. All’avvicinarsi della Provinciale i bracconieri saltavano in barca e attraversavano il corso d’acqua. Fine dell’intervento (vedi articolo GeaPress).

Renzo Rizzi pensa ora ai Monti Lesini, tra le province di Verona e Vicenza. L’intervento congiunto dei giorni scorsi ha portato alla denuncia per numerosi reati: uccellagione, cattura e detenzione di fauna protetta e particolarmente protetta, uso di mezzi di caccia/cattura vietati, omessa custodia di armi.

Di particolare rilievo, riferisce la Provinciale, è l’operazione compiuta mercoledì 5 dicembre, quando una pattuglia mista ha individuato nell’area di confine dei comuni di Crespadoro (VI) e Vestenanova (VR), un’attività illecita di uccellagione con reti. Gli accertamenti effettuati dagli Agenti della Provinciale hanno così portato alla denuncia di un veronese di trentotto anni ed al sequestro di reti e di 563 uccelli morti di piccola taglia. Erano tutti appartenenti a specie protette e particolarmente protette tra le quali fringuelli, lucherini, pettirossi, cince, ballerine. Secondo la Polizia Provinciale di Vicenza, considerato il quantitativo rinvenuto, quasi sicuramente si trattava di fauna destinata ad alimentare il mercato del commercio abusivo di fauna selvatica.

Un’attività notevole tanto da far dire al Comandante della Polizia Provinciale di Vicenza, Claudio Meggiolaro,  che “se bracconieri e furbetti pensano che la Polizia Provinciale non esiste più, li invito a ricredersi. Non solo ci siamo ma operiamo con più attenzione di prima“. Una affermazione accolta positivamente dal Coordinamento Protezionista Veneto che annovera tra i suoi aderenti le sigle di più associazioni come l’ENPA, il WWF, la LAV, UNA e LIPU. Forse anche un cambiamento negli assetti della Provincia ed il venir meno di sorte di linee guida che erano finite pure registrate, a seguito di inopportuni interventi assessoriali, e pubblicate su You Tube.

Ad ogni modo, per Renzo Rizzi e le Associazioni venete, la Provinciale dovrebbe essere regionalizzata. Anzi, aggiunge Rizzi, la creazione di un vero e proprio corpo di Guardia Caccia Regionali che riesca così a fare tesoro, in periodo di probabile estinzione di alcuni Enti provinciali, delle professionalità acquisite. “Con la regionalizzazione – ha concluso Rizzi – ed un corpo di Guardia Caccia gestito a livello regionale, si guadagnerebbe in efficacia, ad esempio nella lotta al bracconaggio“.

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