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GEAPRESS – A spendere parole di fuoco contro la norma appena approvata è il Consigliere Regionale PD Andrea Zanoni secondo il quale la nuova disposizione conterrebbe due misure che violano precise normative nazionali. “Si tratta di un doppio regalo illegittimo ai cacciatori di uccelli migratori – ha riferito Zanoni – perché in violazione di norme nazionali di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica”.
Zanoni, che è anche vice presidente della Commissione Ambiente, sottolinea come verrebbe in tal maniera “consentita l’edificazione degli appostamenti in esenzione dalle autorizzazioni paesaggistiche, creando gravi disparità tra cacciatori e cittadini. In secondo luogo, questa legge permette di fatto la trasformazione degli appostamenti fissi in precari, esentando così i cacciatori dal pagamento della tassa annuale per gli appostamenti fissi e del vincolo di cacciare solo da capanno fisso. Infine, con questa norma, i cacciatori non si vedranno più localizzati gli appostamenti da parte della Provincia in determinate aree”.

Zanoni è certo che la norma verrà cassata dalla Corte Costituzionale.

A paventare l’incostituzionalità è anche la Consigliera 5 Stelle Patrizia Bartelle, che ha ricordato l’interrogazione parlamentare al Ministro degli Affari Regionali presentata dalla portavoce deputata Arianna Spessotto.
“Si tratta di una legge – ha precisato la Consigliera Bartelle – che vuol far passare anche imponenti strutture come “interventi liberi”, in barba a tutte le normative sia italiane ed europee in tema sia edilizio che paesaggistico. Libertà assoluta per i cacciatori di distruggere un già compromesso scenario faunistico e di edificare dove vogliono producendo una semplice autocertificazione, anche per quanto riguarda le autorizzazioni rilasciate dai proprietari dei fondi interessati”.

Sullo stesso rischio di incostituzionalità riferisce altresì la Consigliera Cristina Guarda, della lista Alessandra Moretti Presidente secondo la quale la legge votata ieri dalla maggioranza sarebbe stata approvata per soddisfare lo 0,86% della popolazione, ovvero quanti sono i cacciatori in Veneto. “E’ evidente – ha riferito al Consigliera Guarda – che una domanda di semplice buon senso dovrebbe essere: perché creare una così evidente disparità con il restante 99,14% della popolazione?”

Non è stata affatto una battaglia sul tema ‘caccia sì-caccia no’ – ha precisato la consigliere dell’area Dem – non era questo l’argomento in discussione. Ieri in Consiglio si è scelto da parte della maggioranza di privilegiare una categoria forte con un’attività lobbistica che cerca di circuire elegantemente i principi costituzionali e la normativa statale. Tutto questo non fa onore al Consiglio, visto che si introducono nel territorio e nel paesaggio strutture esenti da titolo abilitativo edilizio e addirittura senza autorizzazione ambientale, capanni tutt’altro che piccoli e leggeri che potranno addirittura raggiungere i 15 o più metri d’altezza”.

La legge è stata approvata con 26 si, 7 voti contrari e 4 astenuti. Il Progetto di Legge n. 54 relativo a “Appostamenti precari ad uso venatorio”, era stato presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale-Movimento per la cultura rurale Sergio Berlato. Obiettivo del provvedimento, riporta una nota del Consiglio regionale del Veneto, era quello di chiarire l’attuale situazione di incertezza relativa agli appostamenti ad uso venatorio venutasi a creare con l’emanazione di alcune normative regionali e da una sentenza della Corte Costituzionale.

Il Consigliere Berlato ha rilevato a questo proposito come “nel corso della passata legislatura, la Regione del Veneto aveva tentato di risolvere la questione approvando ben quattro leggi regionali e quattro delibere di Giunta, senza però riuscire nell’intento prefissato. Questo Progetto di legge intende oggi ristabilire il concetto di precarietà degli appostamenti ad uso venatorio, esonerando, quindi, i proprietari degli stessi appostamenti dalle fastidiose e costose incombenze legate ai permessi di natura edilizia e di natura paesaggistica, purché i proprietari o i fruitori rispettino determinati requisiti stabiliti dalla legge in ordine al periodo di permanenza degli appostamenti, alle loro dimensioni massime, ai materiali di costruzione ed alla loro adeguata mimetizzazione”.

In dichiarazione di voto è inoltre intervenuti Gianpiero Possamai (LN) che ha condiviso lo “snellimento delle procedure previste dal progetto di legge, snellimento che dovrebbe essere esteso a tutte quelle costruzioni di dimensioni ridotte, come capanni per attrezzi, animali, tettoie o quant’altro”.

Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale del Veneto del Progetto di legge – avvenuta ieri alle ore 20.18 – vengono abrogate le norme regionali precedenti e i proprietari degli appostamenti verranno esonerati da tutti gli adempimenti di natura edilizia e di natura paesaggistica richiesti, sostituiti da una semplice comunicazione al comune territorialmente competente.

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