GEAPRESS – Legambiente ha già pronto il ricorso al TAR contro la Delibera “sparapasseri” che sta per essere approvata dalla Regione Veneto. Il provvedimento amministrativo predisposto dall’Assessore Stival, serve a consentire le cosiddette cacce in deroga. Ovvero si consente ai cacciatori veneti di potere sparare alla piccola fauna alata protetta sia nella forma di caccia vagante che, soprattutto, di appostamento. Sull’argomento “cacce in deroga” si sono già pronunciati in maniera unisona sia la Corte Costituzionale che la Corte di Giustizia Europea, oltre al povero Ufficio legale della Regione Veneto, stravolto dalla brama filo caccia di politici in cerca di ovvio consenso. Tanto ovvio che si accontentano di emanare un provvedimento che si infrangerà innanzi al TAR. Sarebbe opportuno, allora, che sia le spese legali che le multe dell’ Unione Europea venissero affrontate con senso di responsabilità da chi non può non sapere delle condanne già pronunciate. Si preferisce, invece, addossarle sulle tasche dei cittadini.

Intanto in Sicilia, sempre Legambiente rende noti i principi confermati dalle recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Giustizia Amministrativa (equivalente in Sicilia del Consiglio di Stato) con il quale è stata data piena ragione al ricorso contro il calendario venatorio intentato da Legambiente e MAN (Associazione mediterranea per la natura): obbligo di sottoporre a preventiva Valutazione di Incidenza il Piano Regionale Faunistico Venatorio, la rigorosa tutela delle rotte di migrazione, la protezione di tutti i Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale (volute dall’Unione Europea) nei quali la caccia può essere esercitata solo dopo avere effettuato la Valutazione di Incidenza; il rispetto dei pareri dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (massimo organo di consulenza dello Stato) e delle misure di conservazione fissate dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente in materia di biodiversità. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).