GEAPRESS – 16.000 uccelli a rischio cattura. Tanti sono gli animali che rischiano di finire nei roccoli veneti una volta che il TAR non ha accolto la richiesta di sospensiva in merito al ricorso formulato dalla LAC. Dalla parte opposta la Regione Veneto e l’Assessore all’identità veneta ed ai flussi migratori (umani) che ora canta vittoria. Abbiamo rispettato le norme, ha riferito l’Assessore Stival, anche se la decisione di merito è rinviata di soli sette giorni. Il 30 ottobre si deciderà.

Oggi, invece, la Direzione Ambiente della Commissione europea ha confermato l’indagine sull’utilizzo di strumenti come roccoli e le reti per la cattura di volatili. La pratica EU-Pilot 1611/10/ENVI è stata, infatti, subito resa nota dell’eurodeputato veneto dell’IdV Andrea Zanoni. Una vera iettatura, quella di Zanoni, per i cacciatori veneti. Pur di riuscire in qualche maniera a limitare i suoi interventi, hanno finanche scritto a Di Pietro.

L’Assessore Stival non canti vittoria troppo presto sui roccoli” ha riferito Zanoni. L’indagine riguarderà sia il Veneto ma anche altre regioni che amano catturare dalla vita libera i poveri uccellini da fare diventare richiami vivi in gabbietta per i cacciatori. Lombardia, in modo particolare, ma anche Emilia Romagna, Marche e Toscana.

L’indagine è ancora in corso – riferisce l’On.le Zanoni – Se dovesse confermare che le deroghe non soddisfano gli stretti requisiti previsti dalla Direttiva Uccelli, la Commissione potrebbe aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia”.

Dunque, sulle catture degli uccellini, la questione è ancora aperta.

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